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Tomo terzo.
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nel i 83o, un altro simile premio ebbeAntonio Pavesi, per nuovi miglioramenti,per nuovi metodi <li fabbricazione piùeconomici, e per ceralacca di diversicolori,ottimamente composta, e di prez-zo assai discreto, fu lo stesso premio ac-cordato a Domenico Urio di Como chealtri miglioramenti introdotti aveva nel-le arti più utili, e sgraziatamente mancòa’ vivi dopo alcuni anni. Anche in Ironiadiversi artisti eransi occupati nel miglio-rare l’arte della ceralacca, e vedute sierano produzioni distinte per la vivez-I za e varietà dei colori, per la proprie-tà elettrica, per le mescolanze di graniimitanti 1’oro e l’argento, o piuttostol’aventurina, finalmente per variati pro-fumi, produzioni atte a gareggiare collepiù fine e ricercate di Francia e d’In-ghilterra.

§• >5.°

Ragnatelli.

g. 458. Giacché ci troviamo occu-pati nell’annoverare i lavori eseguiti nel-le materie prodotte dagli insetti, giove-rà parlare anche dei ragnalelli. Chi a-vrebbe mai creduto che le tele di ragnopotessero servire alla pittura, ed esserecome le altre tele adoprate ? E pureGiovanni Bosisio di Milano , nell’annoi 8 i 3, immaginò di applicare a quelfusoi ragnatelli medesimi, e giunse ad ese-guire su quella materia tanto fina e de-licata un intero ritratto, per il qual ti-tolo fu reputato degno di onorevolemenzione.

g. 16 .°

Corallo.

§. 459 . Dopo di avere lungamen-te ragionato sulle produzioni degli in-

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setti e della applicazione loro a diver'"se arti e mestieri, opportuno riesce ilsoggiungere anche le produzioni deipolipi, o piuttosto i veri polipai, clicconosciuti sono nel traffico sotto il no-me di coralli. Essendo 11 Mediterraneo ilmare più ferace di coralli, diverse fab-briche stabilite si erano sulle sue coste,e specialmente in Genova ed in Livor-no . Un genovese però, il sig. Orrigoni ,spinto dalla brama di ampliare il suotraffico, ottenne patente di privativa nelRegno Lombardo-Veneto per lo stabili-mento di una fabbrica in Milano , chepoi cedette a Francesco Rossi. Questouomo industrioso molli e veri miglio-ramenti introdusse in quella fabbrica-zione, applicò alla medesima nuove mac-chine, trovò melodi meno dispendiosidegli antichi, ed avrebbe potuto aspirarea premio se appagato non si fosse del-l’oltenuto onore in diverse solenni espo-sizioni. Consolante certamente riesce ilvedere che in tutti questi generi diversidi fabbricazione i manifatturieri non sisono punto arrestali alle antiche prati-che, ma studiati si sono di sempre piùmigliorare i metodi o i processi dellediverse fabbricazioni, o quindi la pro-sperità dei loro stabilimenti è stata ingran parte frutto dei loro sforzi inge-gnosi.

g. 460 . Questi brevi cenni servi-ranno, se non altro, a far vedere, cheanche nello studio dei vegetabili, dellaloro coltivazione, del loro uso, e nellericerche sulle loro più vantaggiose ap-plicazioni alle arti ed alla domesticaeconomia,gli Italiani, nel breve periododi 3o anni,si sono singolarmente distin-ti, e nulla forse hanno ad invidiare an-che da questo lato alle nazioni più in-dustriose, le quali più doviziosamentefornite di società scientifiche, di gior-nali e di altre opere periodiche, fannomaggior pompa e maggior strepito