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menano delle loro invenzioni, scoperte,applicazioni e dei loro miglioramentio perfezionamenti, approfittando Itenespesso dei lumi ad essi somministralidagli Italiani, senza punto riconoscereil merito che a questi originalmente èdovuto.
IURTE SECONDA
MANIERA DI LEGGERE CON PROFITTO LEOPERE DI AGRICOLTURA, E CARATTEREDEGLI SCRITTORI AGRARI DELLE DIVERSENAZIONI.
§. 4G1. Conosciutala storia del-1'Agricoltura, è uopo conoscerne gliscrittori di tutte le nazioni per sapereisludiarli, e discernere quali cose si pos-sano e si debbano adottare, e quali ri-fiutare. A questo scopo tendeva l’illu-stre nostro conte He colla celebre ederuditissima prefazione che ei dettavainnanzi al suo Dizionario ' ragionatodei libri di . dgricollnra , e che noi ri-produciamo, perchè è quasi affatto sco-nosciuta dagli agricoltori , mentre datutti dovrebbe essere maturamente stu-diala.
§. 462.1 libri che trattano di Agri-coltura e d’economia campestre, si mol-tiplicano tnttogiorno. Mollissimi gli ac-colgono con somma avidità ; altri al con-trario nemmeno si degnano di gcllaresopra essi uno sguardo; deridono i pri-mi, assicurando 1’ inutilità di tali sci itti;cd appoggiano il disprezzo che ne han-no, col mostrare la cattiva riuscita ditallii melodi e secreti suggeriti dagli au-tori. Quelli vanno allegando che la co-pia dei lumi sparsi dalle opere agrarieha portata molta ulililà ; e che collafiaccola della teorica più agevolmente si
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ghigne da chi ne sia bene istrutto a mi-gliorare la pratica agraria. La questiones’ agita tuttavia col maggior fervore chemai. Mi si è chiesto talvolta, chi fra ilitiganti abbia ragione. A me sembra chepossano averla entrambi, ed essere egual-mente dal lato del torlo. Per decidereo almeno per cavare qualche vantaggiodall’esame di questo combattimento,diamo un’ occhiata alla maniera colla'quale per lo più si leggono i libri d’ A-gricollura, e con quali avvertenze deb-bano leggersi.
§. 463 - Sventuratamente vi sonoalcuni che tutto ciò che alle stampe sivede, credono buono ; e questo ceto dipersone è molto numeroso nella classedei castaidi, fattori, vecchi periti e pro-prietari, i quali non hanno pollilo go-dere di un’ educazione atta a metterein guardia contro certi pregiudizi. Qua-lunque libro di Agricoltura per essi èottimo. Altri poi al contrario sono estre-mamente prevenuti contro tutto quelloche o è italiano od è scritto pel pro-prio paese. Se il libro non è oltremon-tano, non pare ad essi buono : questostudiano; e si pongono in mente chedebba servir loro di codice per trava-gliare. Non s’imbarazzano nè punto uèpoco della qualità dei terreni, dei cli-mi e delle circostanze politiche dei va-rii paesi. Nemmen per sogno viene loroin idea che il libro sia misto di falsila,e che sia una specie di ameno romanzo,fatto per sedurre e fare acquistar de-naro agli stampatori. I giovani più spe-cialmente vanno soggetti a questo in-conveniente. Siccome sono naturalmen-te nemici delle cose vecchie cd usale daipaesani da tempo immemorabile , cosicredono clic soltanto i moderni abbianocolto nel segno. Nessuno tra loro, o al-meno pochissimi , entrando a leggeretali libri si premuniscono contro 1 al-lettamento dello stile, la precisione dei