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Tomo terzo.
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tostochè comincia a leggere, il libro, vedase concorrano in esso alcune delle qua-lità sovra esposte. Che se trovi che nonvi sono, o cambi il libro, o se mai vuolpure studiarlo, veda bene, qualora glivenisse in mente di praticare i suggeri-menti dell 1 autore, d 1 adattarne l’esecu-zione alla natura dei propri fondi.

§. 480. Gioverà additare qualcheesempio. I libri d 1 Agricoltura scritti perla Toscana non si possono consultare senon con molta riflessione per la pianuradel regno d 1 Italia . In essi trattasi dicoltivazione' di terre poste al monte edal colle, e di piccole valli situate fra imedesimi ; di luoghi, in una parola, neiquali la piccola coltivazione, anziché lagrande, si esercita con maggiore profit-to. Le vaste e fertili pianure del regnonostro sono suscettibili d 1 ampie prate-rie e, a dir breve, di miglioramenti e dioperazioni che mal si confanno al suolotoscano. Molli, dopo avere studiato suilibri il metodo bolognese di coltivare lacanapa, l’hanno eseguito appuntino; maad onta d’ogni loro cura 1’ esito è statocattivo. Se eglino prima d’ applicare iprecetti avessero esaminato attentamen-te la natura del terreno, avrebbono sco-perto il motivo per cui il metodo bolo-gngse, tuttoché ottimo, non poteva pro-durre f effetto bramalo.

§. 48 i- Ascolto spessissimo alcuniche amano leggere gli scritti agrari de-gli oltremontani, invidiare i loro metodidi coltura. Soprattutto vanno estaticiammiratori di certi strumenti, e pongo-no in primo luogo il seminatore. Nessu-no forse più di me conosce 1’ utilità dicerte pratiche adottate dagli stranieri,ma che nacquero per la maggior partein Italia , come di taluna farò vederepiù sotto. Ma questi anglo -gallo-mania-c 1 agronomi conoscono poi bene la di-versità dei paesi, dei terreni, delle cir-costanze ? Adoprato il seminatore in

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terre prive di ciottoli e piuttosto sciol-te e ben triturale, riesce benissimo : an-zi dirò che 1’ uso di un tale strumento,assolutamente parlando, è buono. Maquandq le terre sieno argillose, comeuna gran parte delle nostre pianure, opetrose, tale arnese non si può impie-gare. Olire a ciò la costruzione del me-desimo, òome pure degli aratri di ferro,non può ne’ paesi nostri, almeno sinqui, effettuarsi senza gravissimo dispen-dio ; e 1’ economia pur deve conservarsinell’ eseguire le faccende di campagna.

§. 482. Non ignoro che taluno, se-guendo i consigli di certi libri sistema-tici, se ne trovò contento : ciò vorràdire che le circostanze fisiche ed eco-nomiche della sua azienda combinaronoa renderli utili ; ed anzi bravo deve ri-putarsi colui che sa trarre profitto da-gli altrui scritti. So ancora, che alcunicoll’ uso di strumenti oltramontani han-no ottenuti grandi vantaggi ; ma nondebbo tacere che in molli casi si è co-minciato dall’ esagerare 1’ utilità cheprocuravano siffatti arnesi, e poi si ter-minò coll’ abbandonarli.

§. 483 ' Chi legge adunque librid’Agricoltura osservi attentamente tuttociò che abbiam detto ; paragoni le pra-tiche, i luoghi, le terre, i climi, e nonsi lasci giammai sedurre da quegli allet-tamenti di sicura utilità, che ogni scrit-tore suole promettere : per tal modopotrà sperare che vantaggiosa sia perriuscirgli la lettura.

§. 484- Quelli i quali hanno se-guite le lezioni d’un qualche valentemaestro, eruditi ne’ principii i più im-portanti di quelle scienze, senza il soc-corso delle quali 1 ’ Agricoltura non puògiammai apprendersi profondamente,quando vogliano studiare libri agrarisenza lasciarsi trasportare dall’ amorealle cose nuove o straordinarie, e qua-lora seguano le tracce additale dalla