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v’è cosa più oscura appunto della ma-niera colla quale s’ insegna a distingue-re le terre. Chi ne annovera una quan-tità di cui nemmeno è possibile ritenereì nomi, deducendone le qualità caratte-ristiche per lo più dalla ubicazione, equasi non mai dalla loro intrinseca na-tura. Ad onta della luce sparsa dalle chi-miche moderne teorie, sembra che al-cuni ancora neghino d’adottare le giusteidee che pur si hanno sulle terre ele-mentari, e l’azion loro tanto fisica comemeccanica nella vegetazione. Nondime-no è certissimo che senza tali cognizioninon può sperarsi di arrivare a compren-dere quel poco di teoria agraria sicura,ch’è fondata sopra basi certe ; così co-me pure se non si determini in che con-sista la fertilità fisica, e la fertilità mec-canica.
§. 4^8. Tutti oggidì cercano lamarna. Molti scrittori non ne fannomenzione; ed altri si estendono a rac-comandarne l’uso, senza però aggiugnernulla sulla medesima : questi sono i me-no pericolosi. Non pochi parlando dellasua natura e delle varie sue specie, af-fastellano insieme una congerie di spro-positi. Yi è, p. e., chi trattando del mez-zo d 1 impararla a conoscere e distingue-re, così si esprime : « Pigliate un poco» di marna da voi creduta tale, e met-» tetene anche un poco in infusione» nell’aceto : se fermenta, se bolle, sen si scioglie, è vera buona marna ».Maun tale processo, com’è noto, niente al-tro insegna se non che vi è in questaterra molta sostanza calcare, e che perconseguenza se ne possiamo servire dipreferenza a migliorar i fondi di naturatroppo argillosi e mancanti di particellecalcari. E guai a chi per tali contrasse-gni credendo la scoperta marna buonaindistintamente per qualsivoglia terre-no, l’applicasse ad un fondo sterile per-chè troppo abbondante di particelle
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calcari ! Non meno erronei sono i prin-cipii su’quali si stabilisce da moltissimiscrittori la fertilità della marna.
§. 489. Convengono i migliori pra-tici fondati sopra una lunga esperienza,che il riposo delle terre, toltone alcunecircostanze particolari, è nocivo allabuona Agricoltura. Mai no, gridano tut-tora molli autori ; e si affaticano di pro-varlo con una farraggine interminata diciance e paradossi, che riescono argo-menti evidentissimi a chi non si piccamolto di ragionare. Il contadino cuitorna il creder vere tali cose, ed il pro-prietario o chi ne tiene le veci sprovve-duti affatto dei lumi e delle cognizioninecessarie per convincersi del contra-rio, si mantengono nell’errore, e stabi-liscono l’assoluta necessità del riposodelle terre.
§. 49°- A corroborare molti spro-positi e teorie false si chiama il soccor-so delle autorità. Queste sono di duesorta: alcune non sono che detti di clas-sici scrittori ; altre sono fatti che si ad-ducono in prova dell’ esposto. Nessunopiù di me venera e le une e le altre; manon è perciò, che debba tacere di por-re in guardia contro le medesime alcu-ni lettori. Talvolta avviene che si citinogli autori appunto ove o di minor pesopuò essere l’approvazione loro, o quan-do parlano male. Columella è certo fragli antichi lo scrittore che può leggersicon più profitto; ma s’ingannerebbeassai chi volesse stabilire la possibilitàdegl’ innesti di qualunque sorta d’ al-beri fra di loro, contro 1' opinione diTeofrasto e di Varronc ,per averla egliformalmente assicurata. Sospetta talorapuò riuscire 1’ autorità di Plinio. Eglinon rare volte non fa che riferire ciòche gli altri dissero. Y’ è cosa più cre-duta dai padri dell’ Agricoltura greca eromana, della possibilità di ottenerefrutta senza semi a sua voglia? Pure