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Tomo terzo.
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convenire che in molli luoghi si ègià ottenuto. Le circostanze nelle qualici siamo trovati sul finire del secolo,hanno fatto che ciò cui volevasi tentareper amore di novità, venga ora gene-ralmente praticato per una specie di ne-cessità, la quale obbliga imperiosamentetutti i proprietari a consacrarsi davveroall’Agricoltura.

g. 529 . In questo secolo si è scrit-to più in Agricoltura ed economia cam-pestre, che in tutti gli altri uniti insie-me. In Asia o nell’America sonosi stam-pati trattati relativi alle medesime. Unosciame di autori georgici cominciò inEuropa a dettare nuovi precetti, a ri-velare ignote meraviglie, e ad assicurartutti, ch’era alfine arrivata 1’ epoca for-tunatissima, nella quale, eseguendo quan-to eglino ci propongono, potremmo as-sai facilmente vedere le nostre terrefornirci di tutti i prodotti al cento peruno. Invasati da tali ridicole speranze,molli si fecero a progettare sistemi diAgricoltura, i quali sebbene per la mag-gior parte assurdi e talvolta non mai e-seguiti, pure trovarono qualche sventu-rato seguace, e non pochi encomiatori.

§. 55o. Il vero Agricoltore e l’uo-mo saggio rimane atterrito in iscorgeretanta farraggine di libri, e s’irrita os-servando che la massima parte di costo-ro che scrivono, sogliono, cred’ io permassima, annunziarsi con una più o me-no lunga prefazione, nella quale o di-sprezzano apertamente tutti quelli chegli hanno preceduti nel trattare lo stes-so argomento, ovvero pongono in dub-bio l’utilità degli altrui precetti, e conmolta disinvoltura tacciano di falsitàtutte l’esperienze che non sono secon-do i loro principii. Conchiudono il di-scorso col lodare, per effetto della so-verchia loro umiltà , le loro produzio-ni, alle quali danno il primato sopratutte le altre. I

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§. 53 1 . Si possono distinguere gliscrittori di rustico argomento, che vi-, dero la luce nel secolo passato, in duecategorie. Alcuni, contentandosi sempli-cemente di migliorare le pratiche tra-mandateci dagli antichi, non hanno sol-levata l’Agricoltura al grado di scienza,ma le hanno cionnondimeno reso ungrandissimo servigio col facilitare al col-tivatore la maniera di perfezionare sulcampo l’esercizio della sua professione.Gli altri, mettendo a contribuzione lescienze fisiche, squarciarono, per dircosì, il velo che ci vietava di ravvisarenell’Agricoltura una delle scienze le piùvaste ed elevate eh’ esistano, scienza laquale deve, ove se ne conosca 1’ esten-sione eia sublimità, intimorire oltremo-do chi la professa. Perciò i primi sonoveramente benemeriti dell’ arte pratica,ma dovendo moltissimo a coloro chescrissero nei secoli i più remoti, nonpossono aspirare a quella superioritàche di buon grado dobbiamo accordareagli ultimi, a’ quali può con giustiziadarsi il titolo di ristoratori deir ■Agri-coltura ; e cominciarono dopo la metàdel secolo.

6. 53a. E' veramente bisogna cosìchiamarli, quando ci mettiamo a consi-derare che le scoperte loro hanno fissa-te in molte parli le basi dell’ Agricoltu-ra per modo che, assolutamente par-lando, purché vogliasi si potrà avanzar-la moltissimo verso la perfezione. Si èaccennato quanto la chimica c’ istruìintorno alla fecondità dei terreni, e co-me questa possa ottenersi. La fisica ve-getale ci ha mostrati alcuni mezzi sicu-ri, co’ quali obbligare le piante, direiquasi, loro malgrado a produrre. Labotanica ha arricchite le campagne dinuovi prodotti, mentre confermandocila teoria del sesso delle piante, ci ha in-segnato come si possano conservare si-curamente quelli che abbiamo, ed in