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trarre vantaggio da un genere d 1 opereche stese come va possono meglio dellealtre aprire, s’è possibile, la mente edilluminare gli agricoltori. Ricordo conpiacere gli elogi che sono stati fatti di
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Onorali , 1 altro del sig. ab. Qtiui lapelle,e quello del celebre nostro lìe, che permodestia non si volle quivi trascrivere.
Pure è raro che in ogni pro-vincia d’Italia non siavi un libro, il qua-
quelli del sig. proposto Lustri , il quale le servir possa a studiarvi gli elementico’suoi almanacchi ha reso un vero ser- ; dell’Agricoltura del proprio paese. Con-vigio all’Agricoltura, servigio che do-[vengo che alcuni rami di Agricoltura fu-vrebbe, come ho notato sopra, prestar-jrono trattati alla sfuggita, e non consi alla medesima in ogni cantone, e che molta maestria. E 1 verissimo che ci man-
ia Società agraria di Torino continuaa rendere a’suoi contadini.
g. 553. E'peraltro vero che le o-pere italiane de’ primi quindici lustridel secolo passato sono il più spesso di-giune di quelle teorie, le quali per mol-tissimi formano il pregio il più essen-ziale di un libro. Anzi in generale i no-stri scrittori per lo più assai discreta-mente se ne occuparono anche in que-sti ultimi anni. Preferirono essi di re-gistrare le conseguenze di queste teorie,appoggiandole alle pratiche. Nel chefare sembrami abbiano anzi lodevolmen-
ca ancora un completo trattato sull’ e-ducazione degli alberi fruttiferi. Purefra gli autori che scrissero in questi ul-timi anni, potrà trovarvisi quanto bastaper essere istruiti anche su questopunto.
Del rimanente, frugando a doveretra gli scritti agrari che abbiamo, scuo-tendo la polvere ai ventotlo volumi de!giornale di Milocco , al Magazzino to-scano , agli Opuscoli di Milano , agli At-ti delle società di’ Agricoltura venete,firentina, milanese, torinese , e ad alcu-ne operette che per la piccolissima loro
te operato. I libri agrari per la maggior , mole inonorate rimangono, si vedrà cheparte sono fatti non per formare deijiion siamo poi cosi poveri. Io mi sonoprofessori e de’cattedratici, ma bensì data questa briga ; e me ne compiaccio,
per istruire delle persone che o mancano del corredo delle scienze, o appenane conoscono i primi elementi. Basteràdunque che a questi si presenti una se-rie di fatti bene ordinata, e che sienoloro semplicemente enunziati i principiiche servono teoricamente di base allafelice riuscita degli esperimenti.
§. 554. Si dice da taluno, che noimanchiamo di corsi completi d’Àgricol-tura , e che sopra molti rami dell’ eco-
perchè ho imparato a conoscere un pocomeglio le nostre ricchezze letterarie inargomento georgico. E se si potesserodisporre con qualche ordine 1 e Memoriepubblicate per entro alle opere di cuiho parlato, sembrami che si potrebbo-no formare dei trattati da esibirsi agliagricoltori siccome altrettanti codiciagrari da consultarsi.
§. 555. So benissimo che ad alcu-ni troppo prevenuti amatori dell’ Agri-
norma campestre siamo privi d’istru-lcoltura oltremonlana non piace quel-zione. E 1 vero che pochi ne abbiamo l’entrare che si fa subito da’nostri scrit-
dei primi. Ma non si creda che anchegli oltremontani ne abbondino. Reste-
tori agrari nell’argomento, senza rega-larci preamboli pieni di sonanti pare-
rebbe a vedersi se i pochi che esistono,'.Ione e di periodi geometricamente co-seno o no buoni. Il compilatore della strutti, ma che sono vuoti adatto disen-Rtvue philosophir/uc ne ha giudicati tre so. Non si trova ben fatto che 1’ artico-favorevoluiente , cioè quello del sig. lo venga trattato in una maniera tacila