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» georgici non hanno in Europa chi gli» eguagli ; ma non vi deste mai a cre-» dere che fossero tutti buoni o veri-» tieri : la sbagliereste assai. Guarda-» tevi principalmente da coloro i quali« vi assicurano che tutto ciò che asse-» riscono è nuovo, ma praticalo scru-» polosamente da loro ; e da quelli che” ogni cosa rivestono col manto della» meraviglia. Posso accertarvi che una» gran parte de’ metodi agrari che vi» suggeriscono, molte volte non è nem-» meno passato pel capo ad alcuno di» sperimentarla in menoma porzione» Al più al più alcune isolate pratiche» dei medesimi ebbero luogo in una» piccolissima estensione di terreno per» accidentale capriccio del proprietario,» ed ivi appena nate morirono. La» Francia ad onta delle belle cose che» si dicono e stampano, è ancora assai» lontana dall’ essere ben coltivata » .Per tacere d’altri, basterà leggere quan-to riferisce Young ne’suoi viaggi. Moltitra gl’ Italiani die hanno passeggiata laFrancia , mi hanno assicurato lo stesso.I libri francesi abbondano di calendarigeorgici. Si ricordi ciò che ne ho det-to ; come pure s’abbiano presenti le re-gole per leggere libri scritti per paesidai nostri tanto diversi.
§. 570 . So che al presente formi-colano scritti nuovamente stampati, efrequenti sono i giornali e gli atti dellesocietà agrarie riformate o di frescocreate. Circa le seconde, ho abbastanzaesternato il mio parere. I primi vannopiù esenti dai difetti de’quali ho par-lato; ma non potrò tacere a suo luogo,che si stampano cose vecchie con titolinuovi, e si promettono novelle aggiunteche per lo più stanno tutte nel fronti-spizio dell’ opera.
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§. 3 .»
§. 571 . E' un gran male che o lapoca cognizione nei nostri della linguatedesca, o la nessuna premura che ge-neralmente si ha di sapere quali pro-gressi faccia P Agricoltura fuori del no-stro paese, c’ involi la cognizione degliscrittori d’ economia campestre , cheappartengono alla Germania . 11 signorBochmer ce ne dà un catalogo eh’ èmolto più voluminoso di quello che ta-luno crede. Poche ne sono le opere cheabbiamo trasportate nel nostro idioma.Se ne vedono più tradotte in francese .E si ha ben torto nel trascurarle. Tut-ta 1’ Alemagna ed il limitrofo regno diUngheria abbonda d’eccellenti scrittoridi rustico argomento. Soprattutto lacoltivazione de’boschi, e 1’ educazionedei grossi bestiami nelle stalle, e tuttociò che riguarda gli erbaggi, occupanodei libri assai buoni. Non vi è paese incui la diligenza nella piccola Agricoltu-ra sia più oltre spinta. Yi sono dei gior-nali buoni, alcuni de’ quali io farò co-noscere. Per quanto ho potuto ricava-re, gli autori tedeschi non si abbando-nano alla fantasia ed ai sistemi. Scrivo-no ciò che operano. Al più al più qual-cheduno laboriosissimo collettore cre-de talvolta troppo facilmente. Alcunitra i pochi che mi sono caduti fra lemani, mi sono piaciuti perchè qualoradevono parlare di una pianta, la nomi-nano botanicamente, non omettendoperò i nomi principali delle diverse na-zioni. Così con maggiore facilità pos-siamo intenderci. Io so benissimo che1’ Agricoltura alemanna presa in tutta1’ estensione è ancor lontana dall’essei'eperfezionata ; ma vi sono delle provin-ole assai ben coltivate, delle società che