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regione, siccome pure i vigneti, moltialberi fruttiferi , tra’quali primeggia lapalma dattilifera, e l’arboscello del co-tone. D’assai più florida sarebbe l’Agri-coltura, e quindi maggióre il prodottodei terreni, se i contadini paventare nondovessero di continuo gli scorrimentidei Beduini, d’assai raffrenati però dopola spedizione d ' Ibraimo.
g. 585. Gli abitanti del Nedjd han-no relazioni di traffico coi paesi che cir-condano i deserti loro, ed esportanol’eccedente delle proprie produzioni. Leimportazioni sono limitate agli oggettidi pura necessità: il lusso delle donneconsiste nelle perle di Bahreyn, e neifamosi scialli di Cascemiro. Quegli sciallisono tessuti colla lana delle pecore kha-scemir, che sono la più bella razzo del-le bestie lanute. In Europa non vengo-no che gli scarti. I più perfetti, che ri-chieggono il lavoro di un anno, costanoin Oriente dalle due alle tre mila pia-stre, e servono unicamente per le favo-rite dei Sultani , dei Nabab, degli Zemin-dar e dei Pascià\ I trafficanti ricevonodalla via di Mascate le tele e gli aromidelle Indie, e loro si spediscono da Bag-dad e da Bassura, lance, picche, can-ne da fucile, e degli abbaaych, o lungetuniche di un tessuto di lana vergate ;il caffè lo cambiano coi datteri, e man-dano alla Mecca penne di struzzo, cam-melli, dromedari, montoni, lana, checangiano con olio,' pannilani, ed alcunipiccoli oggetti che servono per orna-mento.
§. 586. Le arti in questa regionegiacciono ancora nell’infanzia: a stentotrovansi alcuni falegnami, fabbri e sar-ti. I lavori di orificeria sono rozzissimi,e gli armaiuoli, i soli che primeggiano,giacché l’estremo bisogno di avere sem-pre delle armi ha suggerito il mezzo dieonsei'varle. Non si tessono che alcunestoffe di cotone.
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$. 58?. In generale il suolo dellaPersia è aridissimo : i fiumi poco nume-rosi che scendono dalle montagne, dile-guandosi rapidamente nelle sabbie onei laghi, non possono fertilizzare eh e unaangusta estensione di territorio. Rac-chiude vastissimi spazi sterili , ed ipochi terreni fecondi, producono f o-mento, orzo, riso, datteri, melloni, me-laranci, pesche cd altri frutti squisiti ;vino, sesamo, lino, canapa. Vi si colti-vano pure le canne da zucchero, il ta-bacco, il cotone , i gelsi , e vi sono pal-me, cipressi, platani , e molte piante eradici medicinali. I campi rassembranoin molli luoghi a deliziosi giardini tuttismaltati di fiori- più vaghi e odorife-ri ; e la serenità dell’aere fa sì, che i co-lori vegetali sono arricchiti da vivissimosplendore. Si direbbe, come si esprimeil Chardin , che il cielo della Persia siapiù elevato e di un altro colore che nonquello dell’Europa . Rigogliose forestecoprono le montagne del Nord, del-l’Ovest e una parte di quelle del Sud,e servono di asilo agli orsi, ai leoni, alletigri, agli asini salvatici e agli sciacal-li. Le campagne sono pure in questaregione qualche volta devastale dalle lo-custe ( grillus gregarius ). Nullamenouna gran porzione della Persia non dàalcuna rendita, e un’ altra parte è sol-tanto propria ai pascoli, ove stanzianonomade tribù, le quali vivono coi pro-dotti delle gregge loro. I montoni per-siani hanno la carne succosa, e la lanafinissima; la loro coda pesa sino a 3olibbre. I cavalli sono inferiori nella ve-locità a quelli dell’Arabia , ma superiorinella bellezza delle forme; i cammelli visono assai comuni, e di un uso gene-rale.
§. 588. La Persia non ha che unpiccolo numero di miniere dalle quali siottiene un poco di oro, di argento, dipiombo, di rame e di ferro : il marmo,