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lino. Un tempo eravi praticata la pesca-gione con gran vantaggio, ora non si fache quella dei cani marini.
§. 646. Le isole Curili sono innumero di 21, molte delle quali adattodeserte: esse tributano alla Russia pel-liccerie, e gli isolani vivono di caccia edi pesca : sommiuistrano oltre le pellic-cerie, legname, rame, stoffe esalo ammo-niaco.
§. G4 7- Le isole .-fienile, che for-mano un vasto semicircolo fra il Kamt-schatka e le coste dell’ America , sonoingombre di rocce e di vulcani : l'in-verno però vi è meno rigido che nellaSiberia .
CAPO SECONDO.
Agricoltura dell'Africa.
§. 648. In Africa , dice esattamenteun chiarissimo scrittore, non solamenter estensione della coltura, ma anche imetodi che in essa s’impiega sono ancoraestremamente limitati : la qual cosa è adevidenza dimostrata dal fatto di nonesistervi in niuna parte la proprietà par-ticolare ben stabilita. Ogni città, ognivillaggio è circondato da un vasto ter-reno disoccupato, composto di terra,di boschi, di praterie che appartengonoolio stato, e di cui una porzione è con-cessa a chiunque voglia incaricarsi dellavoro e delle spese di coltura. Ciò cheresta,forma un’immensa comunità sullaquale gli abitanti hanno diritto di farpascolare le loro mandre, che s’invigi-lano notte e giorno. Lo Spazio con-tenuto entro le muraglie è sempre unassai vasto terreno, ove delle case contetti schiacciati sono frammischiate aicampi coltivali. In Africa nop vi sonocase di campagna, non possessioni rura-li, le quali in Europa danno al paesaggioun aspetto sì variato e piacevole.
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§. 649. 1 melodi che gli Africani impiegarlo per preparare il terreno, se-minare e raccogliere, sono semplicissi-mi e facilissimi. L’aratro non ha oltre-passato i limiti della Barbaria, e forsesotto i tropici il solco profondo che es-so scava esporrebbe di troppo la terraagli effetti diseccanti d’ un sole di fuo-co. Cessate appena le piogge periodi-che, o ritirala che siasi 1’ inondazionedei fiumi, i coltivatori metlonsi al lavo-ro : 1’ uno smuove superficialmente laterra con una zappa, mentre un altro videpone il grano. Sovente, per diminuirre ancora la fatica, lutto il villaggio siriunisce, e lavora in comune ; allora sidirebbe piuttosto un giorno di festa cheun’occupazion laboriosa, come all'epocadel raccolto in Inghilterra, alla cui testa ilmusico del villaggio suoua le arie piùbrillanti, i coltivatori lo seguono, lavo-rano in cadenza, ed uno spettatore col-locato a qualche distanza potrebbe sup-porre che ballino invece di lavorare.
§. 65 o. La irrigazione è in tutti iclimi tropici la sorgente principale dellafertilità, ed ovunque l’industria ha fat-to qualche progresso non si è esitato dal-1’ intraprendere grandi lavori per rac-cogliere e distribuire convenevolmentele acque piovane, o quelle che scorro-no pei fiumi. Si sa che in ogni tempo1 ’ Egitto dovette la sua fertilità ai molticanali che distribuiscono le acque delNilo su tutte le pianure; e nella Nubia ,ove questo fiume stassi costantementeincassato nel letto scavatosi frammezzoalle rocce, gli abitanti hanno costruitosulle due rive un gran numero di sal-tile* o poggi a ruote che innalzano 1 a-cqua all’altezza necessaria, perchè siadistribuita pei campi vicini. In questaguisa i terreni coltivali formano unacin-itura od una specie di rotolo, della lar-ghezza d’un miglio circa, che segue co-stantemente il corso di questo gran fiume.