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dei basoli slessi che seguirebbe al na-scimento delle piante, qualunque nefosse la natura. La superficie esser devetutta egualmente spianala acciocché losgranamento sia eguale e completo.
§. 8. Vi ha paesi, in cui le aje so-no stabilite in un sito prossimo all’ abi-talo, cinto di mura lutto all’intorno, ecustodito da una o più persone. Inquesto silo portando ciascuno la suamesse vengono affidale alla vigilanza delcustode del luogo solfo la sua respon-sabilità. Questo sistema offre per un la-to una guarentigia ai proprietari, re-stando le granaglie al coperto da furti,da incendii e da ogni altra insidia ; mail trasporto unisce alla spesa qualcheperdita, e non lascia di dar luogo al fur-to. Del rimanente, si è osservato alcunelocalità nelle quali questo costume tie-ne eseguito con successo.
COSTA.
AJA. ( Giard. )
§. i. Nei giardini si chiama aja lasuperficie dei viali, terrazze e spalti, ec.,il di cui terreno viene disposto quasicome si è detto nel precedente articoloaffinchè la pioggia non vi si trattenga,ed affinchè si possa camminarvi soprain tulli i tempi dell’anno senza infan-garsi o bagnarsi.
Costruzione.
§. a. Queste aje si costruisconocon ritagli di pietra (avanzo degli sca-vi di pietre calcaree ) passati per locanniccio, e questo è il migliore e piùdurevole materiale; ovvero col calci-naccio tritato, od anche con la ghiaiaminuta, connessa per via di sabbia finao di qualche altro cemento. Bisogna pro-curare a questo piano un declivio d’unpollice e più, od almeno di sei lince pertesa, per facilitare lo scopo delle acque.
§. 3. Quando i declivi sono de-terminali, si piantano due pali in mezzoall aja, I’ uno all’alto c l’altro al basso,
AJA
le di cui punte devono contrassegnarela rispettiva altezza del terreno; colmezzo quindi di pertiche, che si ripon-gono sulla testa di questi due primi pa-li, se ne collocano degl’intermedi nel-la stessa direzione, seguendo lo stessopendio nella distanza di quattro tesecirca gli uni dagli altri. Per istabilire do-lio tutto ciò i contro-declivi, si metto-no alle due estremità del viale, e da cia-scun lato del primo palo di mezzo, duealtri pali, 1’ uno a destra e 1’ altro a si-nistra, che si piantano al di sotto dellivello dei due primi pali, nella profon-dità di due, tre, quattro e cinque pol-lici, secondo la larghezza dell’ aja , edil grado di declivio che si vuol darle:e per mettere una precisione e regola-rità maggiore in quest’ operazione, siadopra il regolo ed il livello, poi si met-tono con le pertiche altri pali intermedi,nel modo stesso come si è spiegalo piùsopra per la linea di mezzo.
§. 4- Ciò fatto, i terrazzai zappanola superficie della terra senza muoverei pali ; riuniscono essi poi quella terraa due pollici sotto la testa di questistessi pali, ai quali attaccano in seguiloalcuni cordoni, intesi a dirigerli, ed a farloro osservare più esattamente i decli-vi e contro-declivi dell’ aja. Essi han-no cura che la terra di quella superfi-cie sia ben divisa in tutta la sua esten-sione, che non vi restino disperse pietregrosse, e che non giacciono ad unaprofondità maggiore di due pollici, al-trimenti i rovinacci ed il salnitro nonsi legherebbero col terreno, il quale sispaccherebbe in piastre ed in pezzi.
§. 5. L’ aja , una volta cosi dispo-sta, viene ricoperta da uno strato di ri-tagli di pietre di cava, passali per locanniccio, ovvero della feccia di salni-Iro bianco alla grossezza di tre pollici,d’un pollice cioè sopra l’altezza deipali, onde trovarsi possa al loro livello»