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allorché sarà bene battuto lo strato, edeguagliato viene poi con la marra. Sequeste sostanze sono aride, si devominumidire mercè un annalliatoio a pomo,avendo la precauzione di spargere l’acquacon la maggior possibile eguaglianza, edarvi sopra il primo colpo di pesto-ne una inezz’ ora dopo. Se il salnitroed i pezzi di pietra fossero troppo in-zuppati, si dovrebbe attendere che di-ventassero meno umidi, perchè in vecedi acquistare consistenza e solidità, l ’ajarisulterebbe di un terreno poco compat-to, che dal pestone stesso verrebbe leva-to a pezzi.
§• 6. Le aje, formate da rovinaccie salnitro, vengono ordinariamente bat-tute dai pestoni a tre riprese : alla pri-ma i battitori pigiano andando innanziai pestoni, coll’appoggiarsi soltanto lie-vemente sovra essi, perchè in questaprima operazione si tratta meno di con-solidare i rovinacci od il salnitro, chedi legare queste materie con la terradel viale. La seconda ripresa si dà al-cune ore dopo la prima, allorché le so-stanze che coprono 1’ aja hanno per-duto una parte della loro umidità : inquesta ripresa i battitori pigiano rincu-lando, e lasciando innanzi ad essi laparte pigiata, ed appoggiandosi ai loropestoni più che nella prima volta, ondemeglio comprimere il terreno e le so-stanze che lo ricoprono. Per la terzaripresa si attende che i rovinacci ed ilsalnitro abbiano perduto tre quarti del-la loro umidità ; allora i battitori pigia-no con tutta la loro forza, e terminanocosì di consolidare e cimentare il terre-no. Prima però di quest’ ultima opera-zione bisogna aver cura di riempiereesattamente col salnitro o coi rovi-nacci umidi le piccole cavità che sitrovano sulla superficie dell’ aja, unen-dola così in tutta la sua estensione, on-de 1 acqua non si fermi in nessuna par-
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te, ed anzi segua la direzione dei decli-vi e contro-declivi.
§. 7. Subito dopo la terza ripresa,P aja viene ricoperta di sabbia, ma diquella di fiume, essendo questa di granipiù grossi, e preferibile quindi alla sabbiadi miniera, per esser questa in generaleterrosa e troppo fina, fucile perciò adinumidirsi, e difficile ad asciugarsi. Scilinee di sabbia di fiume bastano [ter da-re un corso libero alle acque, e met-tendone di più s’incontra P inconve-niente che scivola sotto il piede e ren-de il passo incerto e faticoso. La sabbiaviene primieramente distesa col dorsodella marra, e quando è ben livellata, al-lora se ne levano coi denti della marrastessa tutte le pietre ed altri corpi estra-nei che vi s’incontrano.
§. 8. La costruzione delle aje. collaghiaia riesce più facile ad eseguirsi, ed as-sai minore n’ è la spesa, specialmente neipaesi ove la ghiaia è comune: non si trattaallora che di preparare il terreno, comesi è di già detto, di coprirlo poi con unostrato di ghiaia della grossezza di ire inquattro pollici, e di farvi indi passar so-pra un cilindro pesante per consolidarloe rendere il passaggio più comodo.
Conservazione.
§• 9. Le cure che esigono questediverse aje per la loro conservazione emantenimento, variano secondo la na-tura dei materiali che entrano nella lo-ro costruzione ; quelle fatte con rovi-nacci e feccia di salnitro bianco, coper-te di sabbia di fiume, hanno bisogno diessere sarchiate di tempo in tempo perdistruggervi le piante avventizie ed ap-pianate, quindi con la marra fina perla pulizia del giardino. Un’ altra atten-zione non meno importante consistenell’ astenersi dal camminare sopra que-sta specie di aje , nel tempo che la ter-ra si scioglie dal gelo ; la sabbia in talcaso si mescolerebbe col salnitro, per