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Tomo terzo.
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chiarissimo nostro Re (Giardin ., avvi.

voi. i, pag. 2 5 ).

§. i r. Non siano le ajuole nè trop-po larghe nè troppo ristrette, giacché enell’ uno e nell’ altro eccesso si difficul-ta la felice riuscita delle piante, o perdifetto di coltivazione, o per mancanzadi adattato spazio. Siano elleno adun-que disposte in modo che il giardinierevi possa comodamente passeggiare in-torno senza pericolo di offendere lepiante nell’ eseguire le proprie funzioni.I’er questo consiglierassi le ajuole dop-pie, cioè che abbiano internamente trepiedi, calcolando che abbisogni ad ognipianta un piede e mezzo di terra ondepotersi alimentare con tutta comodità.Così potranno tenersi un po’ più larghii sentieri intermedi. In secondo luogodevesi condannare I’ uso che si fa damolli del timo , del bosso e della mag-giorana per formare il contorno delleajuole : questo è il peggior fallo che sipossa commettere. Tali piante, oltrel’incomodo gravissimo che danno algiardiniere, cui conviene sempre avereil ferro in mano ed impedire che disoverchio si dilatino, oltre all’ inconve-niente che deriva, o dall’ estremo freddo,o dal secco, per cui mancando or l’una,or 1’ altra delle pianticelle conviene sem-pre rimettere le perdute, lo che produ-ce una ineguaglianza che spiace all’ oc-chio, cagionano due mali ai vegetabilidelle aielle : il primo si è di rubare adesse 1’ alimento, e 1’ altra di servire diricetto alle lumache, alle lucertole, ailumaconi e ad altrettanti nemici implaca-bili delle tenere pianticelle. Perciò, a-bolito un tal uso, si dovrà usare deimattoni da seppellirsi per due terzi,ponendoli pel lungo entro terra. Que-sta è la miglior maniera, la più polita, cdurevole di formare le ajuole , a menoche la ricchezza del proprietario nongp dia comodo di servirsi di tavole di

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legno. Queste si dovranno preparare inmaniera che valgano a resistere alquan-to all' umido ; perciò scelgansi legni re-sinosi, de’ quali, prima di venire impiega-li, ne verranno dipinte le tavole convernice ad olio, o, meglio, tutte imbevu-te di catrame.

§. i2. E quanto si è detto sinqui sulle ajuole dei giardini, si appliche-rà ancora a quelle degli orti botanici.Circa alle spalliere, agli alberi da frut-to, e simili produzioni da porsi da ta-luno ne’giardini, de’quali si è parlato sinqui, nulla vesta ad aggiungere, giacché, ariserva di alcuna cosa che si dirà in al-tro luogo, non si vuole trattar questoarticolo a lungo.

Anzi chi nel giardino a fiori vor-rà coltivare piante fruttifere, le disporràin modo eh’ elleno siano separate dalparterre.

AILANTO ; Aylantus.

Che cosa sia.

§. i. Alberi elevatissimi, che hannola forma di un’ ombrella.

Classificazione.

§. 2. Genere di piante della terzasezione della famiglia delle ferebintacee ,e della classe poligamia monoecia delsistema sessuale, riportato attualmentedai moderni botanici alla pcntandriatriginia di questo stesso sistema.

Caratteri generici.

§. 3 . Calice piccolissimo, diviso incinque denti ; corolla di cinque pelaliarricciati alla base. Fiore maschio didieci slami. Fiore femmina con tre a cin-que ovari ricurvi; tre a cinque stili infe-riori ; tre a cinque stimmi gonfi ; tre acinque caselle compresse, membranose,lunghe, linguiformi, gonfie nel mezzo,e monosperme ; seme solitario, osseo.Fiore ermafrodito, di tre oppure quattrostami.