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Tomo terzo.
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le radici spezzate e rimaste, e le ripo-nesse in un terreno leggiero, e frescocoll’ estremità grossa esposta all’aria, ve-drebbe nella primavera seguente che lamaggior parte metterebbe dei getti. Sol-tanto ad assicurarsi della regolare rie-scila di siffatta piantagione, sarà benecollocare le radici vicine le une alle al-tre quattro a sei pollici, perchè nonsi debba aver uopo possibilmente dirimettere quelle che non abbarbicaro-no , ed avvertire di separarle di poiquando avranno gettato , affinchè lepianticelle crescano più rigogliose. Quan-do la primavera è asciutta, converrà in-naffiarle qualche volto, per impedire ildisseccamento di alcune.

§. io. Ben di rado si fanno mar-gotte dell’ aitatilo , perchè il suo legno èfacile a spezzarsi, e difficile a piegarsi :esse riescono soltanto benissimo ove sifacciano nei vasi ad aria aperta, come sipraticò nell’ epoca di sua introduzione,e quando si credeva d’ aver acquistatouna pianta, direni così, preziosissima.

Usi e svantaggi.

§. il. Quest’albero ha una super-ba portata ed una bella fogliazione, percui collocato avvedutamente può prò •durre un qualche piacevole effetto inquei giardini paesisti, ove il terreno visia opportuno ; nè farà minor figuratrovandosi in mezzo ai macchioni, ov-vero anche isolato. E sotto questo pun-to di vista offre pure il vantaggio che lesue foglie non vengono mai guastate dagliinsetti, e sarebbe appunto pregevolissi-mo se non vi ci avessero molli altri al-beri da ornamento con pari successo dicrescenza, con maggiore vaghezza e sen-za i difetti di questo. Venezia stessa, chepossedè tanti bellissimi giardini pubblicic privati, dovrebbe sradicare 1’ aitatilo dalsuo Campo ili Marte , e sostituirvi alberimigliori e più adatti a quel terreno e aquel luogo, come appunto trovasi negli

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altri molti suoi bellissimi giardini e pub-blici e privali. Quest’albero non ha che ilvantaggio di m escere all’ ombra, ciò chenei giardini pittoreschi è molto apprez-zabile.

§. 12. L’ ailanto ha fiori senza ap-parenza, però cresce sollecitamente. Unailanto che era nel giardino di Pisa ,giunse, in otto anni, all’altezza di 12 me-tri e 4 decimetri e mezzo di diametro. Simantiene bello fino al principio di No-vembre, conservando fino a quell’ epocala freschezza del suo fogliame.

§. 1 3 . Il suo legno è solido e su-scettibile ai lavori del falegname ; divie-ne fragile però ad un gran gelo ; un col-po di vento spezza sovente il suo tron-co, e da’suoi rami non si possono ave-re che fragilissimi pali, alti soltanto asorreggere le piante rampanti.

§. 14. Il nostro collaboratore sig.Mar. Ridoljì ebbe dalla decozione dellefoglie di quest’ albero un principio colo-rante che comunica un bel color gialloalle lane. La parte corticale della radi-ce diede a Paycn una sostanza aromati-ca che ha 1’ odore di vainiglia, e dallastessa radice si può avere una resinache, posta sopra un ferro caldo, spargeun fumo di un odore gratissimo equindi atta a profumare gli apparta-menti.

§. 1 5 . Per tulle queste ragioni,dice Uose che 1 ’ ailanto merita di essereintrodotto nelle nostre foreste, ove, co-me il pioppo bianco , si riproduce ab-bondantemente dopo il taglio dei suoipolloni e cresce con molta rapidità ; manoi crediamo invece avervi da alcunealtre piante un maggiore vantaggio, edoversi piuttosto isfuggire e distruggerecome si fa della gramigna. E questa no-stra asserzione troverà appoggio mag-giore, ove si consideri che le sue fogliesono assolutamente rifiutate dagli ani-mali domestici, che esala inoltre un lezzo