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§• 5i. Noi non vogliamo por mcnlealla maggiore o minore elevatezza ileisemenzaio sul livello del mare, imperoc-ché calcoliamo che esso sia latto peisomministrar piante al vicino teiicno,
il quale necessariamente godei a della
stessa posizione.
§. 52. La sua situazione impertan-to deve secondare la natura dei semiche vi si affidano, perchè alcuni semiprosperano al piano, altri sul clivio,quei a settentrione, questi a mezzogior-no, altri vogliono esser difesi dal soffiodei venti, dall’ azione soverchia del so-le, o vogliono condizioni opposte a que-ste. Generalmente però un sito salvoda troppo sole e da venti impetuosisarà il più opportuno.
§. 53. Secondo le osservazioni delcelebre Re i semenzai riescono megliovólti a levante od a ponente che nonaltrove, imperocché quelli a mezzodìpatiscono infinitamente negli ardori del-la state, e quelli a settentrione nei freddidel verno : e avverte pure ottimamenteche siano ben difesi dallo scirocco sicco-me fatalissimo alle piante nel nostro cli-ma Italiano .
g. 54. In quanto alla sua naturail terreno deve inclinare all’ umido oall’ asciutto, al forte o al leggero nonsolamente conforme alla natura dei se-mi, ma anche, e più, secondo la natu-ra di quello in cui le piante dovrannostabilmente esser poste, avvertendo che.egli deve essere piuttosto più scioltoche tenace, e un poco migliore di que-sto, imperocché le piante abbisognanodi maggior nutrimento nella loro pri-ma età.
§. 55. L’esperienza dimostra chegli alberi nati in terreno magro, pro-sperano poscia quando si trapiantanoIn un fondo sostanzioso e grasso, e alcontrario avvezzi in principio ad un oli-roenlo copioso e molto nutritivo, sof-
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frono o anche muoiono allora che tro-vansi successivamente piantali in unsuolo molto più magro ed asciutto. Equindi un errore, riflette giustamente,il prof. Morelli , quello di seppellirvi,o spargervi sopra in larga copia gl’in-grassi, e di metterlo a proficue irriga-zioni. (Degli alb. frulli/.)
§. 56. Scelta così la situazione pelsemenzaio , e calcolata la natura delterreno , lo si lavorerà almeno alcunimesi avanti dì fare la semina, e dopoaverlo nettato da pietre, erbe cattive esopra tutto dalla gramigna , si corregge-rà (se non avesse di sua natura le con-dizioni richieste), frammischiandovi dìligentemente alcuni concimi meccanici,e seppellendovi quanti ingrassi vecchie nuovi, non molto sostanziosi, potes-se aver bisogno. Si lavorerà poi neltempo istesso con diligenza rivoltan-do e sminuzzando le zolle, almenosino a quattro o cinque decimetri diprofondità.
§. 5y. Quindi si divida il terrenoin aiuole o. porche di moderata larghez-za, e tale da potere a suo tempo gover-nare le piante senza entrare coi piedifra esse col pericolo di calpestarle, orassodare il terreno, ma stando neisolchi che, fra queste aiuole , si apronoopportunamente e abbastanza profon-di, larghi, piani e talvolta in qualchedolce declivio, perchè oltre a servir disentiero si prestino, al bisogno, o diserbatoi, d’ onde si possa innaffiare ilseminalo, o di colaticeli per tener piùasciutto il terreno sortumoso. V. Innaf-FIAMFNTO.
§. 58. Finalmente si circonderà ilsemenzaio con siepi morte o con muro,e se sia più opportuno anche da unfosso , ad oggetto di salvarlo dal gua-sto che arrecar gli potrebbero alcunianimali.