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Tomo terzo.
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Sedia del sito per seminare.

§. 5 q. Disposti i semi a germogliare(e. §. 66 e seg.), e calcolale a dovere lediverse combinazioni e incostanze deltempo, si porranno in quel terreno ovedov ranno starsene per sempre se sianodi piante a dimora, o si daranno al se-menzaio, dal quale poi, fatti piante, sitrasporteranno, più o meno giovani se-condo la loro natura, o nel posticcio onei sili traseelti a lasciarvele. Quindiapparisce, riflette benissimo il nostroprof. Moretti, come rilevi di porli to-sto in un terreno, il quale si confacciaalla natura degli alberi che ne nasce-ranno, e adagiarli più o meno folli ov-vero radi, e a certe distanze come lobrama la natura degli alberi medesimi.

Qualche riguardo nella scelta delsito richiede pur anco la natura diver-sa del seme ; cosicché, mentre alcuni siaffidano in piena terra, altri è uopo odè meglio seminarli in casse, o in vasi, oin terreno d’ onde si abbiano a toglierequando avrannosi a collocare nel luogoche loro è destinato : egualmente do-vrà badarsi al grado più o meno intensodi umidità dalla loro natura richiesto ;alla plaga che meglio si presta e al ger-mogliamento dei semi ed al prospera-mento delle pianticelle, come avremooccasione di dire indicando la colturadelle singole specie.

Scelta dei semi • avvertenza per dis-porli alla seminagione.

§. 60. Quando abbiasi in mentedi fare un semenzaio , deve essere dellapiù interessante cura il raccogliere o ilprocacciarsi dei semi migliori. Questapremura, dice bene il benemerito par-roco De Capitani (Dis. sitlf Agric.V■ i,p. 1 5 o ), non ci deve principalmentemancare nell’ occorrenza che ci trovassi-mo costretti a procurarci i semi daglialtri, e sarà necessario il non guardarmolto intorno al maggiore o minor prcz-

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zo, ma assicurarci della loro perfettoqualità. V. Semenza.

§. 61. Quando però sia possibile,raccorremo noi stessi i semi, ed in allorala scelta deve incominciar sulla pianta.Sui rami laterali delle piante adulte,ma non vecchie, sane e robuste, soleg-giate e di belle forme, si scelgano i se-mi-. per cui è giovevole la pratica di al-cuni di recidere la cima, o piegarla, aquegli alberi che si destinano a taluopo.

§. 62. Si raccolgano da frutta,che abbiano tocca la perfetta maturità,o ebe per questo unico motivo si sienoda sè stesse staccate dall’albero, impe-rocché la stessa natura ce lo addila; sibadi inoltre che sieno sane, regolari ecomplete nella forma e nelle lor parli,e scelte piuttosto dalle specie primatic-cio che dalle tardive. Trautmann tutta-via vorrebbe che questo precetto non sistendesse a quegli alberi d’ allo fusto ,non fruttiferi, che dovessero in seguitovegetare isolatamente, ma invece vor-rebbe che per questi si scegliessero isemi dei frutti di mediocre qualità. Isemi dei frutti più perfetti, dice egli(jE leni, di Econ. rur. voi. ii,§. i 4 ' 4 )jcrescono troppo rapidamente, e pro-mettono altresì più presto i frutti, magli alberi che da quelli provengono so-no meno durevoli.

§. 63 . E molto dubbioso verifica-re se la semente è buona e se mostradi possedere la facoltà germinativa : lamigliore avrà il colore, il peso e il sa-per suo naturale senza nulla di straor-dinario. Il mezzo più sicuro poi di as-sicurarsi di sua bontà si è quello ditroncare un grano per mezzo, e vederese è ben pieno e non alterato nel co-lore e nella disposizione delle parti,imperocché la generale credenza che oveimmersa nell’ acqua si approfondi e chela più voluminosa quella sia la meglio