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perfezionata è mollo fallace come ve-dremo favellando più particolarmentedella semema.
§• 64. Alcuni semi si danno al ter-reno tosto raccolti, altri nell autunno,altri al principio di primavera : e ve nesono che conservano le facolta germo-gliatimi per molti anni. Ove non si af-fidino tosto al terreno, si dovranno con-servare seppelliti profondamente entrola sabbia bene asciutta, o in luogo do-ve non penetri nè gran freddo, nò umi-dità, ed entro i pericarpi o inviluppipolposi, ove non si tema nocumento dal-la soverchia umidità, ovvero dove nonsi tema che vengano corrosi dagli in-selli.
§. 65 . Il miglior modo di pianta-re i semi è quello di metterli nel ter-reno tali quali li riceviamo dalla piantastessa unitamente alla polpa ed ai pro-pri loro involti, imperocché, avvertesaggiamente il parroco De Capitani(Discor. sull' A "rie. voi. 1, p. 1'9),che la polpa dei frutti non è creata uni-camente a vantaggio dell’animale, ma des-sa e la cassa del seme essere dirette almantenimento del primo principio dellapianta, c come il latte che servir deve alprimo nutrimento del germe.
§. 66. La difficoltà che alcuni se-mi presentano a germogliare esige chetalvolta i coltivatori o debbano riparar-li dal freddo e dall’ umidità Ira sabbiabene asciutta, o, se amano 1’ umido, rac-coglierli in grossa tela, e dopo averliimmersi qualche ora nell’ acqua, sep-pellirli fra sottili strali di letame mode-ratamente caldo, e visitarli ogni giorno.( V . Stratificazione.)
g. 67. Mancando il letame pei se-mi senza nocciolo si ricorrerà ad unumido pannolino, per cui involti in essosi esporranno al sole conservandoli inluogo caldo la notte, e se trattasi di sc-oti muniti da nocciolo, basterà riporli
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entro vasi od in casse il cui' terreno siaa strati alternati con un letto compo-sto di un miscuglio di terra ortiva, oterriccio vegetabile e segature di legna-me, avendo cura di tenerlo sempre mor-bido, e di riporlo nel verno in luogoche la temperatura sia sempre al diso-pra del gelo. Alla primavera successivasi ripiantano le pianticelle con tutte lecure richieste.
g. 68. Le pine degli alberi resi-nosi che mercè 1’ azione del sole non siaprissero, converrà esporle ad un me-diocre grado di calore. V. Alberi resi-nosi.
g. 6g. Qualunque siasi poi la se-menza, prima di affidarla al suolo è uti-le tenerla in infusione o entro ad acquain cui sia sciolto un po’ di calce fresca,o, meglio, entro 1’ acqua colaticcia dei le-tami o nell’ orina. (V. Calcinatura.)
Tempo e circostanze proprie allasemina.
§. 70. Gli alberi vanno seminatiin epoche diverse a seconda di loro dif-ferente natura, come vedremo trat-tando di ciascuna specie in particolare.Nondimeno è di molta importanza cal-colare questa loro Calura coll’ influssodel caldo e del freddo e colle strava-ganze delle stagioni. Approfittare deigiorni in cui lo stalo dell’ atmosfera siafavorevole al loro sviluppo ; valersi d’ o-gni circostanza propizia ; fuggire ognimomento dannoso, sono le vedute daaversi sempre presenti, non essendo pos-sibile stabilire epoca costante e sicura.Perciò dice benissimo il nostro chiar. sig.prof. Moretti (AlberiJ'ruttif. e boschivi)esser il migliore consiglio quello di os-servare 1’ andamento della vegetazione,il tempo in cui cadono da sè le semen-ti sulla terra, l’intervallo che corre trala caduta e la loro germogliazione, il gra-do di temperatura e di umidità a questopiù favorevole, e conchiudere da tali