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1’ epoca «lei suo movimento, o forse an-che nella qualità degli alimentari prin-cipia
§• li 4 - Gl’ innestamenti didattiprosperano meglio appunto quanto èmaggiore il novero di queste somiglian-te. Ma per siffatta ricerca, riflette be-nissimo il nostro prof. Moretti ( 1 . c.,P- 88), vi bisognerebbero cognizioni emezzi cui non possono procacciarsi isemplici coltivatori. D’altronde, prose-gue egli, se nella maggior parte de’ casiil buon successo dell’ innestamento con-ferma la giustezza, o diremo meglio lapoca fallacia della regola summenzionata,non potrebbe la ragione trovarsi in ciò,che i vegetabili di analoga forma ester-na generalmente si somigliano anche inriguardo alla struttura intima delle loroparti, ed alla natura del sugo nutritivoin essi elaborato ? Ove ciò fosse, baste-rebbe seguire in ogni caso la regolamedesima, perchè da ciò che si vede,si giudicherebbe di cosa che non puòvedersi. Ma, come si è detto, parecchifatti dimostrano che vi ha a questo pro-posito alcune eccezioni nella scelta adun-que del soggetto si apprezzi P analogiaesterna fino a un certo punto, e non sitrascurino nemmeno i risultamene del-la pratica, giacché unicamente questiconducono a conoscerle.
§. n 5 . Trascelta questa prima in-dicazione, non credasi aver fatto d’ as-sai, imperocché non puossi certamenteda poi, come alla cieca, congiungere in-distintamente un innesto ad un soggettoqualunque anche della stessa specie.
§• 116. E' necessaria una propor-zione fra l’ innesto ed il soggetto : quin-di si dovrà evitare principalmente diunire un innesto a grandi ramificazionisopra un soggetto a tronco meschino.Così operando eglino non temerannode’ gran venti o delle siccità, nè, al luo-go della congiunzione, si formerà un
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cercine troppo voluminoso, e facile acangiarsi col tempo anche in cancro eprodurre la morte dell’ albero.
§. i i 7. Inoltre bisogna por menteal tempo in cui le varietà o specie im-piegate varino in succhio, vegetano, cc.al terreno nel quale si pianterà 1’ alberoinnestato, giacché debbe avvicinarsi al-la natura di quella in cui vive il sogget-to^ ec. ec. (V. Innesto .)
§. 118. L’ innestamento poi si ese-guirà al più presto possibile affinchènon si essicchino le parti tagliate, e siicongiungano più difficilmente. E indi-spensabile guarentirlo con legature e coninvolti adattati dalle stravaganze deitempi.
§. i ig. Infine si osservi, e si calco-li l’influsso delle stagioni a meglio fa-vorire il successo dell’ innestamento.
§. i2o. l’er fare il taglio della parlisi adopera un coltello da 5 a 7 cent, dilama alquanto convessa c rotondata inpunta, taglientissima e pulita ; un altrocoltello angolare con lama incavata atriangolo, lunga 4 0 5 centim. con 1 ’ e-slremità un poco più larga, quadrata etagliente ; una sega e un grosso coltelloper appianare le inegualità da essa for-mate ; una falce retta ; un martello perbattere sugli stromentì da taglio quan-do il tronco su cui si opera sia d’imacerta grossezza ; dei conii di legno on-de tenere aperte le fessure fino che vis’insinui l’innesto.
§. 121. Circa le legature cd involtive n’ ha di diverse sorta. Se ne veggonodi lana grossolanamente, filata, di telaincatramalo, o si adoperano liste di cor-teccie d’alberi, o canape, o giunchi, ovimini spaccati longitudinalmente, e am-mollili nell’ acqua, ec. Le legature di la-na, e quelle di tela incatramata sono lemigliori, perchè tengono più asciutte leparti : quelle di vimini s’impiegano peisoggetti fortissimi.