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§. 122. Si difenda bene l’ innestoda ogni influenza atmosferica, o con ce-ra da innesto , o con l’impasto che iFrancesi e noi con essi diciamo di S.Fiacre (1), o con cemento di Forsylk ,secondo le circostanze. La cera reca ingenerale maggiori vantaggi. Questa sipuò preparare in varie guise, e doven-do adoperarla in luoghi lontani dal-la propria cassa per cui non si ha la co-modità di riscaldarla, si potrà prepa-rarla, al dir di Noisette , in questa ma-niera.
Si farà liquefare insieme una lib-bra di cera vergine, una libbra tremen-tina grassa, mezza libbra pece bianca diBorgogna, e un quarto sego di monto-ne. Divenuta fredda la massa, la si divi-derà in piccoli pani onde servirsene al-1’ uopo.
§. 123 . Ciò detto, di troppo an-dremmo ad invadere ciò che appartenerdeve ad altro articolo, ove volessimodar mano a descrivere i tanti melodid 1 innestamento.
§. 124. Ma se a suo luogo è nostrodesiderio di dare di questi una distri-buzione metodica, dettando le manierediverse di eseguirli, le precauzioni inciò necessarie e gli usi principali a cuiservono, noi, che fino ad ora abbia in vo-luto riunire, quanto più da vicino spet-ta precipuamente alla cultura dei gran-di alberi, dobbiamo pur ricordare alme-no in proposito qualche generale pre-cetto.
§. 12 5 . Le mane , bacchette , gem-me od altro che togliesi per innestare,sieno staccate dagli alberi migliori inqualità ed in salute, quando le gemmeincominciano a spuntare e senza guastodi sorta; s’inseriscano esattamente inmodo che le parli vadano a perfettocontatto fra loro, cioè il legno col legno,
( 1 ) Vedi la Prefazione al voi. 1, pag. xvi.
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la corteccia colla corteccia ec., e si fasci1’ innesto con tutta diligenza.
§. 126. Per fare 1 ’ innesto si scelgala parte da alberi formati, nè troppogiovani nè troppo vecchi, in pieno vi'gore, sani, e la specie dei quali sia per-fetta e sincera : inoltre sia unita, senzanodi e senza cicatrici ; i ramoscelli siendritti, di una bella scorza, muniti dibuoni occhi, poco distanti fra loro, con-tengano del legno dell’ ultimo o del pe-nultimo anno, e sieno di un vigore me-dio ; gli scudetti e gli occhi poi si pren-dano dalle messe dell’ultimo succhio, esieno ben salde, guernile di buoni oc-chi e di una forza media, scartandosi irami che son ghasli e debolissimi, edi così detti succhioni. .
SEZIONE QUINTA.
Moltiplicazione degli alberiper le radici.
§. 127. La radice è una ramifica-zione del tronco, la quale, abbenchè sistenda entro terra, pure non lascia diprodurre gemme, tronchi e foglie oveuna sua parte venga esposta all’ ariaatmosferica, come si vede tutto giorno.(V. Radice .)
§. 128. In questo modo impertantosi moltiplicano alcuni alberi che ricu-sano di farlo in altra maniera, e che danoi non portano semente. A riescirvinon si ha che a svellare alcune porzio-ni di esse, e piantarle in terra lascian-dovi fuori la estremità più grossa, ov-vero anche scoprendone semplicemen-te le estremità, e reciderle poscia quan-do hanno gettato i polloni.
§. i2f). Esempli di siffatte moltipli-cazioni ci offrono gli olivi , i fichi, i ci-liegi ; I)uhamcl du Monccau multipli'cò un cvonymo’ules dal quale non p°"leva aver getti ; ed esempi! funesti ci