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Tomo terzo.
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porgono le robinie , gli alianti ecc., che,svolli dal suolo, le loro radici ripullula-no sempre qua e là per entro dei se-minati portando considerabili guasti.

CAPO SECONDO.della educazione degli alberi.

§. i3o. Gli alberi dal loro nasci-mento sino a che sieno piantali a dimo-ra esigono alcune particolari attenzioni,le quali appunto comprender si posso-no sotto il titolo di educazione.

Mentre poi fin qui abbiamo detta-to principii a tutti gli alberi comuni, daora innanzi presentar deggiono delledifferenze a norma che crescono , natu-ralmente nei nostri paesi o che ci ven-gono da paesi più caldi.

SEZIONE PIUMA.

Educazione degli alberi indigeni.

§. 1 3 1 . In generale gli alberi che sidestinano a formare delle foreste o deiboschi cedui, si seminano al loro posto,ma gli alberi fruttiferi, c quelli che sidestinano a molti uffici in Agricoltura,prima di piantarli a dimora si educanoqualche anno nel vivaio o posticcio.

Quello spazio di terreno destinatoad allevare con buona coltura, e custo-dire (fino a che sieno cresciuti abbastan-za per essere piantati a dimora) queglialberi che si tolgono dal semenzaio , oda vasi o da recipienti di altra sorta,ed anche dai boschi , dicesi posticcio ,piantonaia , o più comunemente vivaio.Alcuui poi usano chiamare vivaio il po-sticcio, che contiene alberi boschivi, enestaiuola se sieno alberi da fruito.

Posticcio o vivaio.

§• i 32. Prima di piantare a dimorai giovani alberi è necessario, tolti dal

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semenzaio o dai vasi, porli a più avan-zala coltura nelle piantonaie. È di tan-ta utilità questo trapiantamento riesceche è proverbio fra gli agricoltori vale-rne esso un mezzo innestamento. Infat-ti così si avvezzano le giovani piante acambiar terreno, e si previene una mu-tilazione delle radici che accaderebbecertamente nel piantarle a dimora ovenon fossero state disposte a dovere nelposticcio.

.§• i 33. E necessario scegliere alposticcio un terreno che si avvicinialla natura di quello ove le piante do-vranno esser poste a dimora , alquantomigliore però, e a questo effetto giovaframmischiarvi sostanze non ancora scom-poste e leggere, come terriccio da bo-sco, ec. Si fugga un terreno dove al-lignale abbiano, o sieno morte piante le-gnose, e lo si scelga in situazione apertadi conveniente estensione.

§. 13 4 • La stagione avanti di por-vi le piante si moverà con diligenza que-sto terreno per un braccio di profondi-tà, purgandolo da qualunque corpo chesia d’impedimento alle radici e leta-mandolo con concimi d’ingrassi benestagionati, e simili cure si ripeterannoall’ epoca del trapiantamento. Del restosi avranno tutte le avvertenze che si èdetto doversi avere nel semenzaio.

Del trapiantamento degli alberi nelposticcio.

§. x55. La vera stagione di toglie-re ove nacquero i piantoncini per affi-darli al posticcio nei paesi caldi meri-dionali egli si è l’autunno, toslochòhanno perduto le foglie, e 1’ acqua siabastantemente penetrata entro terra dalasciarli sbarbicare senza danno delleradici, e nei paesi settentrionali è mi-gliore il mese di Marzo, o il principiod’ Aprile : così gli alberi sempre verdi ,e quelli che temono i forti ghiacci sitraspongono dopo maturali i frutti delle