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sivamente si seguano le norme seguenti,indicate dal grande agricoltore italiano più volte ricordalo, cioè dal celebre Re.Allorché hanno da 2 a 3 centimetri sirecidano due ramoscelli più abbasso, otutto al più quattro se l’ albero è vigo-roso e ben vestito, e si mozzino i duealtri rami vicini a circa due terzi dellaloro lunghezza, e l’anno appresso sirecida i due rami mozzati, e se ne ac-corci altri due, come nell’ anno prece-dente, e così via via sciegliendo per que-ste operazioni il finir dell’ inverno quan-do sta per mettersi in movimento lalinfa. Questa pratica importa special-mente per gli alberi sempre verdi , ap-punto perchè periscono insensibilmentequando loro si tagliano molti rami adun tratto, ed anzi sarebbe meglio la-sciarli tutti e non cominciarli a reciderliche nel trapiantarne rito, e meglio anco-ra quando fossero fatti adulti. ( VediAbete, §§. G1 e 7 1. )
§. 148. Con molta premura si do-vrà anche impedire lo spuntamento deipolloni nello spazio che vi ha tra unramo e l’altro tagliato, visitando fre-quentemente le piante, e radendo, o to-gliendo coll’ unghia i bottoni tutti che sivedessero spuntare, innanzi che si pro-lunghino in ramoscelli, perchè in allgradovendoli decidere, abbenchè lo si facciacon ben affilato coltello, pure è semprepregiudizievole alla pianta.
§. 14 9 • Nè si dovrà tagliare la cimaagli alberelti colla lusinga che dienomolli rami laterali ( v. Scoronamentojieei.e piante ), a meno che s’ allungasse-ro troppo deboli e pieghevoli, ovvero sibramasse invece limitarne l’altezza apiacere, o rendere il tronco più grossoe robusto, od anche avere più presta-mente dei frutti. Altri recidono ricino aterra il tronco di lutti gli alberi del po-sticcio indistintamente col disegno disurrogare ad esso un ramo migliore, ma
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siffatto taglio converrà unicamente quan-do non vi fosse speranza di vederne unabuona riuscita, cioè ove si innalzasserostorti, curvi, meschini, offesi nella cor-teccia, nei ramoscelli, nelle estremità, ec.,o avessero anche le radici in cattivostato.
§. 1 5 o. In sì fatti casi il taglio sifaccia alla fine dell’ inverno e subito so-pra una gemma, specialmente se la de-cisione abbia a surrogare un buon ramoal tronco tagliato. Nell’ eseguirlo non siscuota la pianta, e lo si faccia rivolto asettentrione avendo cura d’ adoperare deibene affilati stroincnti.
§. 1 5 1. Le norme fin qui dettateservir possono anche pegli alberi inqualunque luogo sieno educati, perchèla diversità del luogo non cangia naturaalle piante.
Trapiantamenlo degli alberelti dal po-sticcio al luogo di dimora , o sia pian-tagioni permanenti.
§. i 52 . La principale avvertenza chedebbesi avere quando sia tempo di tra-piantare gli alberi dal posticcio al luogodi dimora, si è di scegliere a quest 1 uopoi più sani, vigorosi, più belli e che nonabbiano gettato in gran copia, ma sib—bene che abbiano una moderata vege-tazione, una verde corteccia, che sienòmuniti di buoni occhi e di buoni ramiben disposti.
§. i 53 . Due epoche distinte esserpossono come opportune a togliere gli al-beri dal posticcio. L’ autunno quando ca-dono o ingialliscono le foglie ( sendo chequello è il periodo che la linfa riposa) finoal formarsi dei grossi ghiacci ; e la prima-vera, poi dello scioglimento di questidiacci fino allora che i bottoni sieno vici-ni ad aprirsi (1).
(1) Ti possono essere però dei casi nei(piali si abbia a trapiantare le piante anchein inverno, c questi sono principalmentequando occorre di traspiantarc un albero