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§. 1 52 . Per le grandi piantate èpiù favorevole l 1 autunno, ma se i ghiac-ci o le piogge impediscono continuareil traspiautamento, lo si finirà nel tempodi primavera.
§. i 53 . In primavera si pianteran-no gli alberi sempre verdi., e in genera-le quelli che temono i ghiacci.
§. 154. Per gli alberi acquatici, ilcui tempo è da quando perdono fino aquando rimettono le foglie, si sceglieràil momento che le acque sono basse, iltempo oscuro, umido, dolce e tempe-rato.
§. 1 55 . Si traspiantano in autun-no le piante a radici consistenti, co-me gli alberi da bosco , ed i Pomi, Pe-ri, ec., e nella primavera quelle a radicedelicate e vestite di scorza morbida,come il Gelso.
§. i 56 . In generale per le pianta-gioni è da preferirsi un tempo oscuro,nuvoloso, un poco umido, dolce, tem-perato, e fuggire possibilmente il belsole, il vento secco, ed in ispecie ilghiaccio.
§. 157. E si avverta bene di ope-rar diligentemente nel togliere gli alberidal posticcio collo scopo di non dan-neggiare le radici.
§. i 58 . Chi volesse piantare deglialberi in guisa tale da formare gruppidi poca estensione, basterà che, subitosradicali, affidi al terreno alcuni piantoni
già vecchio o di una difficile riescila. Inquesti casi prima del freddo si scava la ter-ra lunge e intorno all'albero in modo che siconservino le radici, formando così come unafossetta. Quando sopravvengono i ghiacci ela terra sarà ben avvinta alle radici, allora sisprofonderà la fossetta c si passerà colla zap-pa sotto alla pianta, e la si alzerà conser-vando attaccala alla stessa tutta quella terraentro a cui stanno le radici medesime. Conquesto ammasso di terra si trasporta la pian-ta dove si vuole, ed è certo il suo prospera-mento
Diz. <f Agr., Voi. III.
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di differenti specie, alla distanza di circatre decim. uno dilli’altro. Lavorerà la ter-ra che è loro dintorno, almeno duevolte nei primi tre anni, e ogni altroanno, prima dell’ inverno, una volta ;e si lascieranno anche i rami più bassionde impediscano coll’ ombra lo svilup-pamento delle erbe cattive.
§. 1 5 g. Per formare poi dei grup-pi di grande estensione, gioverà fareuna piantata nel modo or sopra indicato,ma contemporaneamente faravvi ancheuna seminagione. E a tale effetto si può,secondo Duhamel da Monceau (Arbor.fruct .), piantare dei filari di belale unodistante dall’ altro 6 piedi, e fra essi se-minarvi delle ghiande o castagne , efaggiuole nei quattro piedi che non sa-ranno lavorati e che sono compresi frale striscio lavorate. Le betule prospera-no con poco lavoro e formano in pocotempo un bosco assai folto da soddis-fare l’impazienza del proprietario, eda fargli avere nello stesso tempo il dop-pio vantaggio di soffocare le erbe catti-ve, ed offrire un’ ombra salutare allepiante seminale. ( V. Bosco. )
§. 160. I’cr aver delle riposte in-vece di betule , si ponilo piantare deglialberi che diano frutta utili alla caccia-gione, come nespoli, aceri, cornioli, sam-buchi, e quando questi saranno basle-volmente grandi, si semineranno ghiande,castagnette, e ciò affine di aver inseguilo un buon bosco ceduo.
§. 161. Per ottenere belle siepi,dovremo ricorrere al carpino, al foggio^allo spino, ec. Onesti aliteli, tolti dal po-sticcio, si porranno a i 3 o i 5 centiin.di distanza entro ad alcune fosse di lar-ghezza e profondità proporzionala allanatura degli alberi ; frammischiandoi grandi con i piccoli. Al secondo anno,per conservarli dritti si legheranno tullii polloni a pertiche sottili, fondandoliratino seguente. ( Sieri;.)
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