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Tomo terzo.
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degli alberi, perchè ù dielro le conoscen-ze di questi che esse si deggiano diri-gere. Non rammenteremo quivi come irami di nn albero, abbenchè sieno luttidi eguale natura, differiscano in riguar-do alla loro distribuzione, alla rispettivaloro grossezza, solo diremo dei carat-teri o indole varia delle gemme che essiportano, imperocché è questo di piùgrande interessamento. (V. Rami.)

§. 17 3 . La ramificazione si suddi-vide in rami legnosi, in rami fruttife-ri ed in rami detti succhioni o po/>paioni.

§. 17/,. 11 ramo legnoso è estre-mamente liscio, le fibre interne ne sonotutte longitudinali, facili a separarsi leune dalle altre, ma che però resistonosenza rompersi ove si torcano a spira :dove poi si rompano a bella posta iduo estremi del legno della frattura of-friranno dei pezzi ineguali delle mede-sime fibre lacerale. Quello però che piùlo distingue è la natura delle gemmeche porla, le quali appunto non sonoatte che a produrre degli altri ramilegnosi. Queste gemme sono sottili,flessibili ed allungate, sono meno avvi-luppate in membrane scagliose che lealtre, non hanno alla lor base l’anelloturgido che pur alla base portano quel-le da frutto, e la loro estremità si pro-lunga in punta più acuta, un poco cur-va nel principio della loro vegetazione.

§. i 7 5 . Vi sono anche rami deltilegno falso. Questi offrono gli stessi ca-ratteri del buon ramo legnoso, ma nonnascono da gemma persistente, ed esco-no dalla corteccia immediatamente, e ri-mangono sempre piccoli o si diseccano.

§. 176. I rami fruttiferi nasconofra 1’ ultimo occhio del ramo potalo ela potatura precedente, reggono difficil-mente alla piegatura, e se si spezzano of-frono una frattura piana, come se fossestato infranto un pezzo di vetro, i flui-

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di che scorrono per essi sono densi eviscosi, le gemme hanno un anello glan-duioso, o almeno alcune rughe che cir-condano la base, sono più grosse e piùrotonde, più avviluppate in isquame.

§. 177. A questi rami appartengo-no anche i tralci Jruttferi e i pollonio rimessiticci degli alberi da frutto agranelli che sono di forma e natura par-ticolari, e che portano bottoni da fiori. Iprimi son lunghi un decimetro, gli altrida 1 a 2 decimetri, la corteccia è mol-to liscia, e ve ne sono in ogni parte dcl-f albero : governati a' dovere possonodar frutti per molli anni.

§. 178. I rami succhioni o pop-paioni tolgono il nutrimento agli altrirami ; nascono grossi alla base talmen-te, che nel momento che sbucciano oc-cupano anche talvolta la grossezza delramo maggiore dal quale nascono; sonoverdi, ed hanno le gemme piccole, neric-cie, schiacciate e lontane fra loro ; spun-tano, crescono e s’allungano prestissi-mo, e tanto che alcuni giungono all 1 esta-te fino a due metri con un diametro didue e più centimetri.

§. 179. Si distinguono da alcunianche i succhioni naturali , i selvatici, isemi-succhioni c i succhioni artificiali.I primi nascono dai rami, i secondi disotto l 1 innesto, gli ultimi hanno vitatalvolta, ma per sola imperizia del col-tivatore.

Della potatura.

g. 180. La potatura chiamasi ilcapo d’opera dell’ arte agraria, cd èquella operazione da cui principalmen-te dipende di farci avere i sovra espres-si vantaggi. Quest’ arte è fondata, diceil nostro chiar. prof. Moretti , in alcunelesi desunte dalle leggi della fisica ve-getale non che dai risullamenti di ripe-tute sperienze ed osservazioni, che ilcoltivatore deve tener bene a memoria,e non dipartirsi mai da esse se vuol