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Tomo terzo.
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inciso iterilo ó (li nini? aria, non diffe-risce dalla precederne se non in ciò, chela lesta ne è meno estesa, ed il troncosuo non cresce a tanta altezza, o per-chè 1 albero di sua natura è meno vigo-roso, o atteso che a bella posta il tron-co viene dall’ uomo reciso onde non sialzi che 2—3 metri sopra il livello delsuolo. Questa forma conviene moltotigli alberi innestati sopra altri dolcigni,o sopra soggetti che meno abbondanodi linfa o che sono già alterali dal ge-nere di coltivazione che loro fu dato.

Gli alberi di pieno e mezzo ven-to coltivami nei campi, nelle vigne, noibrunii e negli orti atteso lo spazio gran-de che occupano, e l’ombra cui stendo-no lontano.

5. 202. L’ albero nano è tale o disua natura o perchè viene scapezzatoancora giovine all’ altezza di 8 decim.,ovvero di un metro. Può giovare simileforma per quegli alberi da frutto, checrescèndo presto, e caricando molto iloro rami di fruita, romponsi facilmen-te sotto il proprio peso. Alcune varie-tà di peschi allevate in simile manierariescono bene.

§. 2o3. TI cespuglio è un albero ilcui tronco s’innalza appena fuori delsuolo, o per natura o atteso che vienecolà a bella posta reciso. I rami parten-do dal tronco o da un innesto colloca-to subito sopra alla radice del sogget-to, prendono quella direzione, che lanatura loro prescrive. Il coltivatore vipone mano per rimondarli dal legnomorto, e fuori di questa non eseguiscesu loro altra operazione. — Si coltiva-no a cespuglio gli individui innestalisopra alberi nani di loro natura, o so-pra altri oggetti analoghi, cioè pocoabbondanti ili linfa. Ora si fanno dellepiantagioni a quinconce di pomi cosìfoggiali, e si dà loro il nome di Nor-mandia .

Dii. ,r Agr.. Voi. III.

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§. 204. Chiamasi spalliera un al-bero od una serie di alberi piantalicontro un muro, i rami de’ quali ven-gono ivi distesi con certo ordine, edattaccali o direttamente al muro mede-simo, o ad un mandorlato che a similescopo si costruisce tra questo e gli al-beri suddetti. Tale forma è di grandevantaggio ne’ luoghi freddi, non che inriguardo alle specie, dalle quali bramati-si ottenere frutta primaticce, ed a quel-le, di cui si vogliono condurre a buontermine le frutta, che naturalmente ma-turano negli ultimi mesi dell’ anno.

§. 20 5 . Si fanno più sorta di spal-liere: la naturale , la spalliera alla Mon-treal , il palmclto , Va spalliera obliqua ,la spalliera cojicrta da invetriata.

§. 206. La spalliera naturale è unalbero ( od una serie di alberi ) appog-giato od attaccato contro un muro, sen-za che si faccia alterazione di sorta alladi lui forma naturale. Si allevano così al-cuni allievi fruttiferi, che non si possonoo non conviene mettere per qualsivo-glia ragione ad una forma simmetrica.

cj. 207. La spalitela alla Mon-Ireail si forma con alberi a due bran-che principali ajierle a lettera V, con-giunte inferiormente ad angolo di 90gradi circa, guernile al di sopra e al disotto di rami frulliferi. Questa è la fog-gia più convenevole ai peschi.

§. 208. La spalliera alla francese è un albero che s’innalza contro unmuro con 3 o 5 branche principali,distanti egualmente l’una dell’altra, guar-nite in ambidue i lati di rami secondariche portano rami da frutto. Ila una for-ma analoga a quella di un ventaglio. Lesi adattano bene i Peri, i Pomi, gli Albi-cocchi , i Ciriegi ed i Peschi.

§. 209. Vi ha il palmello a ramidritti ed il palmello chinesc. Il primo,conosciuto anche sodo il nome di spai -lieta alla Forsyth, consiste in una sola38