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Ed altre ancora di queste diffe-renze ne avremo, se lo nostre inda-gini spinger volessimo più oltre, e senon fosse altrove riserbato lo sviluppa-mento di tutto questo, cioè dove avremoad approfondirsi nella do! trina de’mor-bi. ( V. Malattie. )
§. 268. Teniamo quindi per di-mostrato, non esservi invero quella som-ma analogia che alcuni troppo facil-mente vollero trasognare, ma ciò nulla-meno esservene una tale da poter ammet-tere anche una certa analogia di prin-cipi! per istabilire lo stesso sistema pa-tologico; e quindi ritengasi per fermoche i vegetabili soffrono, come gli ani-mali, malattie generali e locali, e comequesti si ammalano e muoiono per vec-chiaia, si ostruiscono in esse come neglianimali per vecchiaia i vasi, s’indura-no, le diverse parti diventano prive dinutrizione, la sensibilità vien meno, efinalmente anche la pianta perisce.Delle cause delle malattie.g. 2G9. La conoscenza delle causedei morbi (Eziologia) fu in ogni temporitenuta siccome parte principale dellaPatologia; ma la scienza delle causeessendo lo stesso che la filosofica noti-zia de’ morbi, e non potendosi conse-guire che ragionando e filosofando, co-me dice l’illustre nostro prof. Fanza-go, così ne avviene essere uno studiodelle sole menti migliori.
§. 270. L’immortale Faglivi fa-ceva conoscere quanto ne fosse difficilela conoscenza delle cause morbose ne-gli animali, e quelle sue auree paroleben tornerebbero a mostrare del parila oscurità in cui ci troviamo ancherispetto ai vegetabili. '
§. 271. Diffatli, coloro diesi ac-cinsero a siffatto studio, si aggiraronoin un labirinto di osservazioni, e ne de-dussero opinioni e sistemi che, siccomeda parziali e non sempre felici espe-
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rienze dedotti, non poterono nè posso-no in generale dar regola, nè metodo acui affidarsi. Scriveva anche Pose. (Dici,rais. (r jdgric.) art. Mala di e), esserea desiderarsi che qualche agricoltoreistrutto, provveduto della pazienza e delcomodo necessario, dedicare volesse al-cuni anni della sua vita per verificaretutto ciò che è stato scritto sopra i mor-bi dei vegetabili, e per cercare le causedi quelle fra queste alterazioni che nonfurono per anco spiegate, ma il diffici-le cammino niuno si accinse a percor-rere daddovero, e alle belle osservazionidi Linneo , di Duhaniel , di Planck e diHe, poche assai se uè possono aggiun-gere, e quasi non puossi ricordare chei nomi di Bancks , di Barelli , Bariloz-zi. Fontana , Ginnani , Girmani^ Losana ,Moschettimi Boffredi , Spedalieri , Tes-sier , Thouin e Tillcl siccome distinti, ab-benchè parzialmente però vi sieno mol-lissimi dotti italiani e stranieri che sidiedero ad illustrare uno o più morbi.
§. 272. I Greci stabilirono cheparecchi morbi nelle piante sono pro-dotti dall’ eccesso o dal difetto dell’ u-mor nutritivo, o sia per eccesso d 1 inor-male stimolo o per difetto di questo purinormale.
g. 273. E certo che una granparte delle malattie dalla qualità derivae dalla quantità del sugo nutritivo edalla sua ineguale distribuzione alle va-rie parli della pianta, imperciocché lepiante hanno continuamente bisogno dinutrimento, ma queste cagioni non ba-stano a render ragione di moltissimealtre infermità.
§.274. Altri a noi più vicini pen-sarono che causa a molti morbi nellepiante fosse 1’ eccesso o la mancanzadi traspirazione. Ma non possono que-ste cause esser primarie dei mali dellepiante, perchè quantunque fi 1 eccesso ditraspirazione, precipuamente ove man-