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Tomo terzo.
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questo, poiché nelle sue descrizioni nonsi possono distinguere abbastanza perassegnarli piuttosto alla razza di quellia mandorla dolce, che a quella che hala mandorla amara.

Essi però si distinguono tutti perAlessandrini , ossia per Albicocche apolpa bianca.

Knoop non ne descrive che dueappartenenti a questa specie, e so-no l’ Abricot hali/ petit simple ou laPrincesse , il quale potrebbe essere ilnostro lucente , e VAbricot Mane , chedovrebbe corrispondere al nostro Ales-sandrino.

Noi vi troviamo nella PornonaFranconica di Mayer le stesse varietàdi Duhamel , e le troviamo sotto i me-desimi nomi ; quindi vi cadono le me-* desime analogie.

Si può ripetere lo stesso dei Po-mologi Inglesi : essi descrivono ugual-mente diverse varietà di Albicocchi apolpa bianca, ma non è facile distinguer-le abbastanza per poter precisare quellache corrisponde alla nostra. Gallcsio sa-rebbe inclinato a riconoscerla mXCAlbi-cocco maschio di Miller , il quale si di-stingue principalmente per la sua pre-cocità.

albicocca alessandrina

BIANCA A MANDORLA DOLCE;

Alessandrina seconda.

Frutto piccolo, ma più grosso del-VAlbicocca lucente ; buccia bianca, li-scia, leggermente sfumala di rosso ; pol-pa biancognola, fina, sugosa, delicatissi-ma ; nocciolo a mandorla dolce, gusto-sa ; foglie più grandi di quelle dell’ Al-bicocco precoce.

Ecco quanto pubblicava il grandeGallcsio nella sua Pornona.

L’ Alessandrina a mandorla dol-ce è la seconda a comparir sulle ta-vole : essa segue da presso 1’ Alessan-drina a mandorla amara, la quale si

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presenta la prima in lutti i cluni tempe-rati, e diventa solo la seconda nei paesimeridionali dove si coltiva la lucenteprecoce.

La pianta dell’ Alessandrina amandorla dolce è naturalmente assaiprosperosa : essa s’innalza prodigio-samente, non solo quando viene spon-tanea, ma ancora quando è innestata so-pra il selvatico, ossia sopra una piantaspontanea. Ciò che apparisce ancor piùosservabile si òche conserva una parte delsuo vigore anche quando è innestala so-pra soggetti di al tra specie. Gallcsio ne luiuna innestata sopra di un Pesco : è cu-rioso il vedere la grossezza a cui è giun-to il piede su cui essa vive. Nessun Pes-co forse ha mai pareggialo il tronco diquesto. La sua circonferenza, a un mezzometro sopra la terra, è di tre palmi e unterzo, cioè di 83 eenlrimetri, e i ramid’ Albicocco che lo coronano, copro-no un area di più di 5 metri di dia-metro.

E' questa al certo una prova singo-lare della influenza dell’ innesto sopraIo sviluppo del soggetto, influenza dicui si hanno esempi in altre piante, mache sin ora è stala poco calcolata dagliagricoltori.

Il vigore di questa varietà si mo-stra in tutta la sua forza quando vie-ne di some, cosa che è rara, ma di cuiGallcsio ha avuti degli esempi.

Nè questo vigore è diminuito mol-to dall’ innesto quando è latto sul-I’ Albicocco spontaneo : egli è soprai piedi di questa natura ohe vengonogli alberi giganteschi che si vedono nelGenovcsato.

Gallcsio ne ha uno il di cui tron-co ha il diametro di tre metri e mez-zo, e i di cui rami, che s 1 innalzano ul-raltezza di 9 metri sopra la terra, cno-prono uu’area di 1 5 metri di diametro .esso ha dalo in un 1 annata 3G nibbi d»