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Tomo terzo.
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«liflìcollà (li poter lare che gl 1 animali sirendano docili a ciò, noi chiederemo, seque’ signori Veterinari conoscesserohene la densità e la grossezza delle pelledegl’ animali domestici di qualunquespecie essi sieno, se raso anco il pe-lo, le sanguisughe potessero aver solle-tico di mordere una cute aspra e dura,o se anco l’avessero come potessero far-lo ? E quanto all’ applicarle alle palpe-bre ognuno vedrà di quanto irritamen-to dovrebbero essere in un occhio in-fiammato le morsicature delle mignatte.E' perciò che noi proponiamo il salassodalla vena temporale, ma fatto colla lan-cetta, e non con altri mezzi, come quel-lo che può più d’ ogni altro procuranei vantaggi del salasso locale qual sareb-be quello dalle mignatte.

Secondo periodo.

§. 26. >Ia supposto che sia cessalaall'atto 1’ infiammazione, e supposto chesieno rimaste sulla cornea una o più diquelle macchie che tutte noi abbiamocompreso col nome A?albugini, anche intal caso sarà mestieri di non ricorrereimmediatamente a’ rimedi locali,irritan-ti, a colliri cioè stimolanti o caustici, oa raschiature od operazioni qualunquecome in passato usavano praticare i pocoistrutti veterinari.

§. 27. Tra i bagni che si potrannoutilmente applicare all occhio nel casodi nuvoletta o di nube od anche d al-bugine è consigliato molto dai praticiquello dell’ acqua marina , sia naturaleod artificiale, ciò che si ottiene satu-rando più o meno l’acqua dolce col saidi cucina, nel qual caso sarà opportunoche la soluzione venga feltrala diligen-temente.

§. 28. Anche il solfato di zincosciolto nell’acqua nella proporzione dicinque grani circa in un’oncia d’acqua,la pietra divina , Yallume, lo medierò di\saturno, Yacelato di rame , ecc., sciolti

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nella proporzione indicata relativamen-te al solfato di zinco, torneranno colliriutilissimi. Di queste sostanze se ne po-trà accrescere la dose sino a dieci graniper oncia, e difficilmente saranno tol-lerabili dosi maggiori. Queste soluzioniche noi indicammo costituiscono i cosidetti collirii umidi. Abbiamo poi altricollirii che diconsi secchi. Fra questi èusitato il collirio secco composto d’uuoncia di zuccherobianchissimo\io\veiÌ 7 .-zalo diligentemente 0 ridotto impalpa-bile, d'uno scrupolo di nitrato di po-tassa, dose che in seguito si potrebbecon gradazione accrescere sino al dop-pio, di mezzo scrupulo di solfato di zin-co, e d’uno screpolò d’osso di seppia, iltutto polverizzato finissimamente e ri-dotto impalpabile. Di questa polvereriempiutone il tubo d’una penna da scri-vere la si soffia entra nell’ occhio, pro-curando di soffiarla propriamente soprale machia della cornea. Tocco 1 ’ occhioda queste sostanze irritanti si farà lagri-moso, e si badi bene clic l’azione diquesto collirio non arrivi mai a farloarrossare. Ad un grado di leggera irrita-zione'si dovrà fassorbimcnto degl’umo-ri « he formano la nuvoletta e la nube el’ albugine, e quindi la loro guarigione.

§. 29. I colliri umidi già indicati,poscia i colliri secchi, presso a pococomposti come or ora dicemmo, forma-no la graduata ascendente progressionede’ rimedi da usarsi nelle malattie dicui parliamo. E quanto alla frequenzadella loro applicazione, è inutile d’av-vertire che non si app'icherà mai mio-,vamente il collirio se prima non si veg-ga Pocchio ritornato alla calma dalla irri-tazione sofferta per la prima applica-zione. In generale si userà de’colliri nonpiù d’una volta ogni due ore. Di rado sene usa una volta per ora.

§. 3 o. Ma questi che noi abbianoproposti fin qui sono i rimedi più mili. il