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bastevole di queste due parti che, comeformano i primi elementi d’ogtii meto-do curativo, così lo sono anche di quel-lo delle macchie della cornea.
§. 19. Il punto più difficile a co-gliersi è quello di stabilire quali rimedisieno i meglio opportuni ad usarsi, equando e come debbano amministrar-si questi rimedii medesimi.
§. 20. Definita chiaramente, sicco-me abbiamo cercato di fare, la vera na-tura del inale, e la causa vera ed unica«la cui origina, pare che si potrà anchecon qualche evidenza mostrare il modo«li cura più convenevole e più sicuro.
§. 2 1. E crediamo che non saremoper avventurasmentiti,se oseremo affer-mare che, generalmente parlando, i pra-tici corrono su tracce adatto opposte aquelle che la natura stessa o il buonsenno consigliano nella cura delle ma-lattie di cui ragioniamo. E' facile ad in-contrarsi in veterinari che ( il conce-diamo assai di buon grado) non avran-no fior di dottrina, i quali durante an-che il periodo dell’ acuzie infiammatoriausano di bagni, o, come si chiamano, an-che colliri, composti di sali astringenti,irritanti e per sino caustici, e chi neamasse le prove, legga le dottissime for-inole che si trovano stampate ne 1 for-mulari della terapeutica veterinaria, taliehe fanno dire e vedere come sienoveramente bestialità queste che si appli-cano alle bestie.
Divisione della cura in due periodi.
§. 22. Quando una volta si con-ceda il principio essere rinfiammazioneehe genera 1’ albugine, quando si vogliauna volta pensare che non si torrannogl’ effetti senza prima tome le cause ,noi speriamo che facilmente si potràeonchiudere, che dove le macchie dellacornea si veggano comparire su questamembrana durante il corso dell’infiam-
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inazione, ninno possa essere che ragio-nevolmente operando non voglia primapensare a spegnere la causa, P infiam-mazione , per quindi por mano a sce-marne o a toglierne affatto gl’ effetti.
Primo periodo.
§. 25 . In tal caso adunque gl 1 an-ti/logistici e generali e locali proporzio-nati alla gravezza della malattia, la dife-sa della parte ammalata da ogni causairritante, la regolata dieta, e tutto ciòche può scemarne l’accresciuta vitalitàdell’organo infiammato costituirà la basedi qualunque metodo curativo. E pervenire dalle generali nozioni all’ indica-zioni parziali, cominceremo dal consi-gliare i bagnuoli appena tepidi, i cata-plasmi rinfrescativi, ma non di sover-chio ammollienti, perchè non promuo-vano supparazione, i blandi purgativirefrigeranti, e ogn’altro genere di questirimedi. E ciò intendiamo che sarà uti-lissimo nel caso in cui il male sia di nonmolta gravezza, nè inveterato, e siamocerti che chiunque vorrà attenersi aqueste massime ragionevoli non avrà maia pentirsene.
§. 24. Che se la flogosi montassein molta violenza sarà d’ uop«> aggiun-gere al metodo sopra descritto il salasso,e ripeterlo una o più volte fino a che sivegga sminuirsi l’acuzie del morbo. L’a-prir la vena temporale sarà di maggiorvantaggio, perchè dessaha maggiori ana-stomosi colle vene dell’occhio. A prati-care con più sicurezza il salasso nellavena temporale sarà utile il tenere com-presso per qualche tempo la jugulare,per cui impedito in questa vena princi-pale il libero corso del sangue, dessogonfia assai facilmente anche la venatemporale.
§. 25 . Alcuni proposero l’applica-zione delle sanguisughe ai dintorni del-l’occhio, o peggio ancora alle palpebre.Ma lasciando anche da parte la somma