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Tomo terzo.
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solfregando i rami e le foglie dagli alberied arbusti già grandi, o sia praticandovisopra una specie di pioggia leggiera conopportune macchinette? Non potrebbe-si forse, ove fossimo entro vallate eIramezzo a molte piante afl'ette, ac-cendere qua e là dei fuochi, e abbru-ciare della torba, o sostanze che dasse-ro un fumo denso? Non abbiamo di que-st 1 ultimo rimedio molte osservazioni,ma pur tuttavolta siamo in diritto diraccomandarlo perchè non andarono avuoto due esperimenti che vedemmopraticare mentre scorrevamo le vallateTirolesi : ma di siiFatto abbruciameloparleremo all 1 articolo Nebbia .

tj. 18. Usata la recisione di questeparti, o praticato qualchealtro rimedio,si lavorerà il terreno d 1 intorno allepiante, e per alcuni giorni lo s 1 irrighe-rà discretamente, in ispecie ove trattisidi erbaggi: anzi è questa irrigazione, chealcuni suggeriscono come rimedio, edè pur essa infatti che giova talvolta.

Non è contagiosa.

§. 19. Dagli scritti di Roger-Scha-bol, e da alcuni cenni che si rinvengo-no su 1 dettami di qualche agronomo, sirileva che la malattia è contagiosa , equindi che accostando un ramo sano diun albero ad un contiguo attaccato dalmorbo, esso certamente ne rimane infet-to. Al nostro diligentissimo Re non èperò mai riuscito di verificar questo, ead un nostro amico, il quale stava persegnare la sentenza dell 1 osservatorefrancese , perchè gli sembrava essergliper ben due volte questo avvenuto, noigli abbiamo fatto toccare con mano del-la inesattezza di sua osservazione. Dif-i’atti, perchè diremo essere l 1 albugine«stesa sur un altro ramo della stessapianta per contagio, quando invece èpiù ragionevole supporre, essere soltan-to uua derivazione della stessa causajpriiua ? A provare la contagione del-

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l 1 albugine , bisognerebbe provare esser-si propagata ad una pianta sana, cheesisteva in un vaso non soggetto all#stesse cause della pianta affetta, e que-sto è ciò che non si ha ancora dimostrato.

F. GERA.

ALBUGINEO. (Dfed. Fet.)

Vocabolo adoperato dagli anato-mici per indicare la membrana propriadel testicolo, e da taluni per esprimere1* sclerotica, la congiuntiva nonché ru-mor acqueo.

Codesto nome venne anche appli-cato da Chaussier ad uno dei quattrogeneri di fibra da lui annoverati.

ALBUGINOSO. (Med. Fet.)

Espressione generica adoperata perindicare le parti formate dalla fibra al-buginea.

ALBULA. (Zooj.)

Specie di cateratta da Whoolhsioosservata nei cani che per abitudinestanno troppo vicini al fuoco, detta daSauvages cateratta clavata.

ALBULA. ( Itliol.)

Cuvier ha così nomato un sotto-genere nel genere dei Copioni, e ne hariguardata come tipo l’albula o albulettodei nostri Guini : si diede pure un talnome ad una specie di Sermone, e adalcune specie di Ciprino. (F. questi vo-caboli.)

ALBULE, BIANCO o CHIARA diUOVO. ( F. Ai.bumina j.

ALBUME. (Fis. veget.)

Sostanza secca od oleaginosa, fari-nacea o carnosa, che accompagna l’em-briune, detto dai moderni botanici Pe-risma. (F. questo vocabolo.)

ALBUME.

§. 1. Sostanza liquida, splendentee viscosa che occupa i tre quarti circadell’uovo, e che chiamasi bianco o chiara.

§. 2. Aviluppa le calale ed il tuor-lo, è ricoperta di una fitta polpa chealle volte osservasi aderente a| guscio ;