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Berthollet e Descortils, provano che laparte colorante dell’ alcanna è abbon-dantissima, e che con vantaggio se nepotrebbero tingere panni di lana, e chequando si adoprassero queste fogliesecche, e si ricorresse all’ allume o alsolfato di ferro, si otterrebbero alcunicolori fulvi o diverse gradarioni dibruno. n. r dà pare 1 .
ALCANNA SPURIA. (Bot.)
E' il nome volgare dell’ Anchasatinctoria.
ALCARAZAS. (Tecnol.
§. i. Sorta di vasi porosissimi as-sai usati in Ispagna, e nei paesi caldiove servono a rinfrescare i liquidi.
§. 2. Gli alcarazas (dice il chiar.Bossi ) che forse sono stati introdottinella Spagna dai Mori, si fabbricano oranell’ Egitto . Questi vasi hanno alcunaanalogia con quelli di terra bolare dettaBucaros , della quale pure si fanno ivasi rinfrescativi nella Spagna , e massi-me nel Portogallo . Il solo Lasteyrie haannunziato che gli alcarazas si faces-sero nella Spagna con una terra trova-ta presso Andouxar nell’Andalusia. Ilsig. Darcet ha trovato che quella terraconteneva 60 parti di terra calcare,36 -f- di silice, e 3 di allumina e diossido di ferro. Nel giornale delle mi-niere si dice che nel preparare quei va-si si mescola con quella una certa por-zione di sale per aumentare la sua po-•osità. L’ ossido di ferro, più abbon-dante forse nel Bucaros è quello cheproduce il suo bel colore rosso, mentregli alcaraj,as sono di un colore grigio.
§. 3. Del resto 1’ acqua che trasu-da per i pori di que’ vasi, produce laevaporazione, e quindi il raffreddamen-to : e questo effetto si ottiene, sebbene*n una proporzione molto minore, neivasi ordinari d’argilla senza alcuna ver-nice o coperta. Non è neppure veroche questi vasi si facciano per infonde-
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Ire in essi le bottiglie di alcun liquore;questi vasi, imbevuti d’acqua, hanno daloro medesimi la facoltà di raffreddareil liquore che in essi s’ infonde ; tantoè vero questo che la maggior parte deivasi di Bucaros , e tutti gli alcarazasegiziani veduti da Bossi , sono d J ordi-nario a collo stretto, o di altre figurenon atte a contenere una bottiglia. Nonha veduto il Bossi che una sola bo-cetta di Bucaros , la quale era fatta perinserirsi in altro vase della stessa ma-teria ; lasciando una capacità o un in-terstizio tra 1’ uno e 1’ altro, cosicché1’ uno veniva dall’ altro raffreddato. (V-la tav. XIII, fig. 4> 5.)
§ 4- Si dubita che il fenomenonon sia dovuto semplicemente alla po-rosità della terra ed alla evaporazioneper tal modo promossa, ma ancora allaproprietà che hanno alcune argille diassorbire il calorico independentemen-te dalla evaporazione medesima. Questosi osserva nelle caverne delle montagneargillose, e più di tutto nelle celle vi-narie del monte Testaccio di Roma , lequali sono nella state freddissime, tro-vandosi scavate in un monticello tuttoformato di antichi cocci di vasi.
§. 5. Il lodatissimo sig. De Lastey-rie fu quello che fece conoscere questogenere di fabbricazione, e portò ancodalla Spagna alcuni campioni d’ alca-ratas dei quali Darcet fece 1’ analisi ;secondo questo chimico essi sono com-posti di cinque parti di terra calcareae otto di terra argillosa. (Bui della Soc.cP incorag. di Parigi , t. Ili, pag. ga.)
§. 6. Fourmy, celebre già per l’in-venzione delle sue stoviglie salubri, co-nosciute sotto il nome d’ Igiogerami ,occupossi il primo in Francia della fab-bricazione degli alcaraias , e trovòmetodi particolari per fare certi vasi darinfrescare ai quali diede il nome diIdi ogerami. A suo luogo li descrive-