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Tomo terzo.
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«ione tanto sul corpo quanto sul fondodel vase. ( V. 1’ art. Evaporazione.)

§• ia. Sarà quindi assai più van-taggioso, dice Bosc ( Dict. rais. d'A-grìcul.), il supplire agli alcarazas convasi di metallo stagnati, o meglio anched’ argento assai sottili, involgendoli inun pannolino bagnato, ed esponendoli als ole ; questo metodo è il più economi-co, riesce più gradito dei vasi di terrache comunicano sempre un gusto pocograto all’acqua ed è pure il più comodoa procurarsi una bevanda fresca nellastate, la quale, oltre all’essere gratissi-ma e amica dello stomaco, riesce ancheutile in qualità di antisettico.

Descrizione della Tavola XIII.

Fig. 4, 5, vero vase refrigerato-rio di terra di Bucaros apparentemen-te molto antico posseduto dal cit. Bossi.

Fisr. 6 , è il vaso o la boccetta con

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fondo, in parte convesso, fatta per in-serirsi in altro vase a foggia di sottocoppa della stessa materia.

Fig. 7 , è questo vaso medesimodestinato a ricevere la boccetta, la qua-le, nella Cg. 4 , è delineata in profilo af-fine di lasciar vedere quella specie diconcamerazione che lascia uno spaziovuoto tra 1 ’ uno e 1 ’ altro vase per darluogo ad una maggiore evaporazione,e quindi ad un maggiore raffreddamento.

Fig. 8 . Un alcarazas spagnuolo.

Fig. 9 . Una gargoletla indiana.

Fig. io. Una gargoletta secondo ilmiglioramento di Fourmy. Si distinguequesta dall’ antecedente per la formadel piede che vi è sottoposto pei motivisuperiormente addotti. (V. la pag. an-leced.)

Fig. 11 • gargoletta indiana vedutanell’interno. Si rimarca, nella situazione*n cui il collo del vaso si unisce al cor-po, una specie di piattello trasversale, ilquale e traforato con una grande quan-tità di piccoli buchi.

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lig. 12 . Piattello che è posto nel-l’interno della gargoletta indiana.

O. POZZI.

ALCARONE. ( Entom .)

Specie di scorpione che rassomi-glia ad un gambero nelle sue mosse.V. Scorpione.

ALCE. (Mamm.)

Conoscesi sotto questo nome unaspecie di Cereo, ed anche il Tapiro a-mericano. V. Cervo e Tapiro.

ALCE o CERVO DEL CAPO DIBUONA SPERANZA . (Mamm.)

Gli Olandesi conoscono sotto que-sto nome VAntilope Caama. V. Anti-lope.

ALCEA. V. Altea.

ALCEDO. (Ornili)

Nome latino del genere Alcione.

ALCHEM1LLA. T r . Alciiimilla.

ALCHENNA. V. Alcanna.ALCHERMES. ( Econ. dom.)

§. i.Elisire stomachico che si mu-tò in un rosolio assai ricercato, e di unsapore delicato e molto gradevole.

§. 2 . Deve il suo nome all’insettoche serve a colorirlo, cioè al Coccus ili-cis , adoperato in tintura e conosciutosotto il mome di Grana di scarlatto(Kermes vegetale). Quesìo rosolio sifabbrica principalmente a Firenze inS. Maria Novella , ma se ne possono a-vere però di eccellenti anche in ognialtra città d’ Italia , ove il consumo neè grande.

§. 3. Tra 1’ alchermcs di un di-stillatore e quello di un altro havvi gran-de differenza, e se questo proviene benespesso dalle qualità degli ingredientiusati, ed alle attenzioni minuziose e par-ticolari da osservarsi in lutto il processodella distillazione, ciò non pertanto di-pende più assai dalle particolari e dif-ferenti ricette che vi si adoprano.

§. 4- Presenteremo le formule chesi ritengono per le più comuni, resterà