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Tomo terzo.
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poi del fabbricatore il variarne le pro-porzioni, ed anche aggiungere qualchedroga a norma del proprio gusto e delgusto di quelli a cui deve servire.

§. 5 .Questa prima ricetta la pubblicòun nostro italiano nel Giornale dì Far-macìa di Parigi (1809.)

lib. onc. dram.

P. Foglie di lauro . . 1 — ■—

Macis.— 1 4

Noce moscada ) d’o-

Cannella ) gniunaBullette di garofano . — — 6

Ponesi tutto in infusione, per tre

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liquore precedentemente preparato; ag-giungasi, se si vuole, alcune gocce ditintura d’ambra, e si feltri ogni cosa.

§.7. Il pr. Giulj nella sua classicaopera di Chimico -economica, stampataappunto in Firenze , suggerisce di pren-dere tre dramme di cannella di primaqualità, e di aggiungervi due drammedi silique di vaniglia minutamente trita-te ; mescasi quindi esattamente il tutto,e pongasi il miscuglio in un fiasco con trelibbre di alcoole, lasciandolo per 24 orein un luogo tiepido. Prendonsi separa-tamente quattro dramme di cocciniglia

settimane, in quattordici boccali dialcoo-! ed uno scrupolo di allume, si pestanole debole, feltrasi l’infusione, e distillasi:perfettamente , pongonsi in un vase

per ricavarne dodici pinte. Vi si aggiun-ge una libbra e mezzo di sciroppo alker-mes per ogni boccale. Questo sciroppopreparasi con una parte di Kermes ve-getale ispessito, 4 di zucchero bianco,e due di acqua : si fanno fondere que-ste sostanze al calore del bagno maria,e si passano traverso un feltro.

§. 6. Un’ altra ricetta per la fab-bricazione dell’ alchermes è la seguente:

Prendasi cannella sopraffina e bul-lette di garofano, due dramme per sorta;

Noce moscada 4 dramme;

Grana Kermes fresca, quanta oc-corre.

Si faccia macerare gli aromi gros-solanamente pestati per una settimanain quattro libbre di spirito di vino allun-gato con tre di acqua, e si feltri. Dal-1 ’ altra parte si pesti il Kermes in unmortaio di marmo, e lo si lasci riposarealcune ore prima di spremerne il succo,che si lascerà anch’ esso alcune ore inriposo onde separarne un precipitatomolto considerabile. Si batta diciotto,o venti once di questo succo con una,o due chiare di uovo, si ponga il vasesopra un fuoco dolce con due libbre dizucchero ; si chiarifichi e si faccia cuo-cere lo sciloppo, che poi si mescerà col

piuttosto grande a turacciolo smeriglia-to, vi si versano sei once di alcoole ese ne fa una tintura a bagno-maria la-sciandola prima in quiete per due gior-ni. Aggiungesi allora il miscuglio indica-to da prima, e lasciasi il tutto in quietaper altri tre giorni, quindi visi aggiun-gano una libbra di acqua raspa (v. que-sto vocabolo ), una libbra di acqua di me-le appiole distillata, e quattro libbre dizucchero in pane contuso. Passati cin-que a sei giorni feltrasi il liquore, e siconserva in vasi ben chiusi.

§. 8. E quivi si avverta comeconoide V opinione di questo professo-re, con quella del distillatore italiano sopra ricordato circa all’ uso della coc-ciniglia, e perciò come abbiasi a prefe-rire questa sostanza al Chermes. Questaopinione farà così svanire il pregiudizioche con la cocciniglia non si ottenga nè1’ atto di colore particolare, nè il gustosoave ed inimitabile che ha il vero ro-solio di alkermes, ma che vi voglia ilsugo del Kermes vegetale. Diffatti, nonsarà a Firenze dove si conoscerà farlomeglio che altrove?

L’ alchermes, conservando le qua-lità medicinali, per le quali soltanto pre-paravasi un tempo, unisce al gusto p ia '