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liquore; giacché stimolando esso conforza vi richiama un nuovo grado di vi-ta, raddoppia la di lui attività, c chenon esercitandosi sopra niuna cosa, es-sendo l’individuo a digiuno, si spos-sa in vani sforzi; e questo eccitamentoda lui prodotto è mollo più grande diquando il ventricolo è pieno d’ alimen-ti ; imperocché allora il fluido spiritoso,imbevendo il condotto alimentare,si spar-ge in tutto il di lui volume, nè stimola lepareti gastriche, se non, per così dire, mo-lecola per molecola, producendo alloraun moderato effetto, e specialmente len-to e gradualo. Da ciò proviene, che iliquori della tavola sono, contro la co-mune opinione, meno nocevoli alla sa-lute della sola acquavite, perchè essinon contengono sostanze atte ad accre-scerne vie più fattività ; giacché così lemolecole deir alcool trovansi disgiuntele une dalle altre per mezzo dell’acqua,dello zucchero e di vari aromi. Si puòdunque stabilire per principio che nuo-ce grandemente alla salute l’uso del-l’acquavite a digiuno. Evvi nulla ostan-te un caso nel quale essa può diveniresalubre, ed è quando un individuo de-vesi esporre ad emanazioni mefitico-contagiose : al quale gioverà bene al-quanta acquavite, mentre la reazione, ospecie di lebbre generale che ne susse-gue, contribuisce a guarentirlo dal conta-gio, purché egli si allontani da) suo fo-mite, prima che cessi la turgescènza vi-tale, poiché cessata questa ne sarebbeegli anzi più impressionabile.
Usi nella zooiatria.
§• 43. Nella veterinaria , oggettoprimario del nostro discorrere in code-sto Dizionario; usasi, come riflette JJaitl-vvogel , mantovano, nelle gangrene, nelleparalisie, nelle apoplessie, ned tetano enella carie delle ossa, e lo si sommini-stra da oncie 1 alle 8, or concentraloor diluito a norma dei casi.
Riepilogo.
§. 44 . Dall’esposizione di ciò'checagiona l’alcool sulla macchina umanane consegue ( quasi riepilogando il sinqui detto ) esser desso un medicamentodotalo d’ azione incontrastabilmente distimolo, dalla quale il medico può ri-promettersi sicuro vantaggio, qualora lemalattie nelle quali lo si amministra sienomantenute od associate ad uno stato didebolezza parziale o generale della mac-china. Per quanto però sia prezioso me-dicamento onde corroborare uno stoma-co illanguidito da protratti digiuni od ec-cessivamente depresso da eccedente do-se di contìoslimoli, onde facilitare la di-gestione di soverchia quantità di cibiindigesti , onde rianimare il sistemanervoso oppresso da patemi d’animo, oda mali d’inedia o di languore, ondeaumentare le forze venute meno persofferte infermità, onde rifocillare congrato conforto le membra d’ una mac-china intirizzita da rigido freddo ; ciònulla ostante irremediahili sono le tristeconseguenze, cli’esso subdolamente ca-giona qualora sia somministralo a com-battere affezioni di debolezza apparen-te e non patologica, od alloraquandol’abitudine a liquori spiritosi imperio-samente esige di continuarne 1’ uso ac-crescendone sempre la dose, ed in unoil grado loro di rettificazione, n final-mente qualora, mal ragionando,si credodi esporsi con sicurezza ai rigori dellastagione, ai disagi d’un viaggio, alle fa-tiche di un mestiere inghiottendo, comesopra si disse, a digiuno esorbitantiquantità di liquori, che attivando lefunzioni dello stomaco, lo stancano, loinfievoliscono, lo rendono inerte ad e-seguiré normali digestioni, e lo assog-gettano gradatamente ad irrémediabili,lente infiammazioni, che non tardano di| propagarsi agli altri visceri circonvicini