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talvolta la forma esagona o quadrata.Dobbiamo confessare però ebe spesso labe tante differenze opera vansi nella intimastruttura di molte specie anche dello stes-so genere, qualora siasi sottoposta por-zioncella della loro sostanza a sommi in-grandimenti microscopici, da mettere inincertezza riguardo al vero posto cheoccupar dovrebbero nell’ algologico si-stema. Infatti, quante volle non si sa-rebbe tentati di considerare riguardoall’intima struttura come una Diatomeaod una Nostochina , qualche specie giàritenuta per comune consenso Floroi-dea , Ulvacea o Fucacea , e quante vol-te a primo senso ripugna 1’ allontanareda taluno di quegli ordini specie che ilmicroscopio svella esser forme secon-darie o semplici aggregati d’alghe d’in-timo ordine ? Anche le differenti partid’ una medesima algha mostrano diffe-renze di struttura e 1’ età stessa arrecanon poche modificazioni. Guai a quel-1’ algologo che facilmente cede alle pri-*te apparenze.
§. 9. Relativamente al colorito so-no opache non poche specie o tali di-ventano coll’ età o mediante la disecca-zione ; altre invece o sono trasparentisempre o tali si mostrano in qualchestadio della loro vita. Benché non bril-lin esse col lustro di variopinte e galan-ti corolle, come nelle Fanerogame , offro-no ciò nullameno le gradazioni più vivedel verde e sue mescolanze, nonché delrosso e porporino i più vaghi.
Appena estratte dal mare rifulgo-no alcune Chondrie ed alcuni Sphero-cocchi del più bel cangiante metallico,il quale però ben presto sparisce. Men-tre il vago colorito conservasi in alcunespecie anche dopo la diseccazione odalmeno lo acquistano nuovamente dinuovo bagnate con acqua, scompare inaltre o si altera divenendo nerastre(Fucacee), biancastre talune (Vinacce)^
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e non poche di color roseo (Floroidee).Queste ultime nel decomporsi passanoper gradazioni di colorito allo stadiodetto da noi di pigmentazione, e som-ministrano un bel color porporino chetinge la carta su cui si attaccano e 1’ a-cqua in cui sono immerse, ma di ciòparleremo altrove.
§. io. Poche conoscenze si hannoancora relative all’ odore ed al saporedell’ alghe; non tramandano esse soavieffluvi per l’aria, ma bensì un partico-lare olezzo conosciuto col nome di odormarino; se osservami però attentamentesul mare parecchie specie si sentirannonegli odori e sapori particolari diffe-renze.
Manifesto odor di cocomero, comepiù volte marcai, tramanda la (Zonariadichotoma , Agardh. ) appena estrattadall’acqua; un odore e sapor particola-re si sente nell’ Ulva latissima tantosecca che fresca; il (Fitctis spiralis.Linn.) quando è secco specialmente haodore e sapore del Raffann rusticano.11 Chroolcpus jaliihus ha odore di vio-la,' il Chrool odoraius ed il Protonemafragrans hanno entrambi un odore par-ticolare, e varie specie di Schiionemaspiran tutte un fetido odore.
Le alghe di acqua dolce diffe-riscono nell’ odore da quelle mari-ne non poche alghe sono inodore edinsipide affatto. Alcune conservano illoro odore anche nello stato di disec-cazione per un tempo determinato, al-tre lo perdono in parte od interamen-te, altre ne acquistano di nuovo. ,
g. 12. Il modo di generare di talsorte di piante consiste nello svilup-parsi a tempo determinato fra le ma-glie del loro tessuto, le fruttificazioni,o spordii, i quali o sono inchiusi in1 ricettacoli particolari o pericarpi anch’es-'si posti in certi punti fissi , ovverosparsi nella superficie interna od esterna