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considerare solo entro certi limiti, giac-ché niente è più tacile che in tal argo-mento cader in illusioni e travedere ,essendo ancor poco conosciuti i resulta-ti delle organiche decomposizioni e ri-composizioni, nonché gli attributi chi-mico dinamici e le particolari affinitàdella materia non ancor intieramentecaduta sotto il potere dell’impero chi-mico inorganico ; per la qual cosa piùvolentieri parleremo altrove più a lun-go su cosiffatto importante argomento.
DOT. DOM. B1HDO.
ALI. ( Ornit.)
§. Le ali fanno le veci di braccianegli uccelli, ed agli ossi che ne forma-no l’armatura sono stati applicati diver-si nomi analoghi a quelli del braccioumano.
g. a. L’osso più vicino al troncoè l’omero, che resta attaccato per un’e-stremità alla congiunzione della scapa-la con la clavicola, mentre l’altra estre-mità serve aneli’ essa di appoggio alraggio ed al gomito che compongonoil cubito. Il carpo è formalo di due otre ossetti, ad uno dei quali è attaccatoun osso stiloide e sporgente che si chia-ma pollice , ed il metacarpo , compostodi due diramazioni congiunte alle loroestremità, partesi dal medesimo punto,mentre all’ altro capo di questi ossi so-no articolati il piccolo dito o minimo ,composto di una sola falange, ed il ditolungo o il medio che ne ha due. Il nu-mero degli ossi delle ale è meno consi-derabile negli uccelli, che sono inabili<*1 volo, come i pinguini , il casuario, lostrutto , e la loro conformazione e puredissimilissima. Nell 'attenodilc questi os-si sono schiacciati come sottili lamine,e le prominenze che si osservano sopra1’ ala del Camichi (Palamedea ), e del-1 lucana (Parrò) sono apofisi del me-tacarpo.
§• 3. Le penne , che vestono le ali
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si distinguono con difiércnli nomi: quel-le che nascono dal suo margine supe-riore al di sotto, o al di sopra si chia-mano lettrici o cuopritricì superioried inferiori ; le superiori si dividono inpiccole , medie e grandine le ultime, chesono le più lontane dal corpo, ricuo-prono le penne o remiganti che si spar-tiscono in grandi o primarie , e in pennemaestre o medie o secondarie. Le piro-ne primarie, quelle cioè dell’ estremitàdell’ ala, sono in numero di dieci, le dicui quattro prime partono dal gran dito,o pollice, e le seguenti dal metacarpo,mentre le penne secondarie , che sonodieci, ed anco più, vengono sostenutedagli ossi del cubito. Le une sono piùforti e più aguzze ; le altre più cedenti,più larghe e più ottuse , qualche voltaperò terminate a punta, e queste diver-se penne compongono l’ala propria-mente detta. Tre, fino a cinque pennetoste, piccolissime, tagliate a foggia dilamina ed inserte nel pollice, formanola così detta ala spuria, ala jalsa , 1’ e-stremità delV ala , /' aletta; ma gli uc-cellatori intendono egualmente per que-st’ ultima parola tutta quella parte cherimane al di là del cubito.
Willughby distingue una secondaala spuria da esso chiamata interna , edè costituita da una fila di penne chetrovasi vicino all’inserzione dell’ala colcorpo, principalmente negli uccelli, chehanno il volo elevatissimo e di lungadurata. Queste penne, di una forma or-dinariamente allungata, sono strette, to-ste, col fusto grosso e forte, e con 1’ e-stremità rotondata. Le barbe, che sonomolto fitte, hanno una lunghezza egualeda ambedue i Iati, e la loro direzione èdal davanti all’ indietro, e la posizionesopra una linea trasversale riguardo alcorpo. Queste penne, che rimangono inriposo quando 1’ ala è piegata, vengonoa slontanarsi allorché è distesa, e sono