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Tomo terzo.
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quelle medesime, le quali, prolungatis-sime nell’ uccello di paradiso, accompa-gnano la coda, e la coprono di un ma-gnifico pennacchio essendone comune-mente il colore di una tinta pallida.

§. 4 ; Alle volte i margini anterioridelle tettrici sono in diverso modo di-pinti, e formano, come osservasi nel Ger-mano, una macchia colorila e vivace, co-nosciuta sotto il nome di specchio. Gliossi e le penne delle ali sono costituiteda una sostanza nel tempo stesso soli-da e leggiera, permeabile all’ aria, ed imuscoli, che servono ai loro moti, sonoassai grandi, riserbandoci a considerarele ali sotto tal rapporto all’articolo Volo.

§. 5 . I naturalisti usano nelle lorodescrizioni dei vocaboli flexura e plica ,piegatura, onde esprimere l’articolazio-ne del cubito col carpo , e quello d’a-xilla, ascella, per indicare la parte in-feriore dell’ ala nel punto della sua in-serzione al petto. La parola paraplcrumserve a denotare le diverse penne chehanno la loro direzione sull’ indietro ,inserte nel braccio vicino alla scapulao alle ascelle, e che più o meno rico-prono le ali composte, il qual parapìc-rum dicesi corto o cortissimo, quandonon giunge all’ estremità dell’ ala, me-diocre se arriva fino alla cima di essa, elungo o lunghissimo allorché la sorpassa.

§. 6 . L’ala chiamasi spronata, cal-catala, o tubercolosa, tuberculosa, quan-do il metacarpo presenta una o dueapofisi, o escrescenze cornee, che sonoordinariamente sporgenti ed aguzze, ese tal prominenza spinosa, ovvero ot-tusa, deriva da un allungamento del^ar-ticolazione del pollice, conoscesi allorasotto il nome di spina pollicaris , o tu-herculum pollicare.

§.7. Le ali sonoper gli uccelli que-gli strumenti che secondo le diverse lo-ro conformazioni servono ai medesimiper il volo, per la corsa o pel nuoto.

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Nel primo caso le ali sono dettepennate, pennatae, volatiles , cioè a direprovvedute di remi o remiganti, lp di■cui barbe s’ inseriscono le unp sulle al-tre, e scambievolmente si ricoprono.

Nel secondo caso si chiamano im-plumi impennes , o solamente fornite dipenne deboli, o piume, e non proprieal volo.

Nel terzo caso sono pinniformi,piriniformes , cioè a dire, coperte di pen-ne fitte e simili a scaglie.

§.8. L’uccello che ha le ali più lun-ghe del corpo, misurato dalla fronte fi-no al principio della coda, si chiamamacrottero, macroptera ; se l’ala cuo-pre la base della coda, vien detto me-trioltero, metriopiera, e quando essanon giunge che ai soli lati del gropponeconoscesi allora sotto il nome dibrachit-tero, hrachyptera.

§. 9. Considerate le ali in un modopiù speciale, relativamente alla loroestensione si dicono lunghissime, lon-gissimae , allorché sorpassano d’assai1’ estremità della coda, come osservasinel mignattone, o anima di sbirro gros-sa, sterna hirundo ; molto lunghe , per-longae , se 1’ oltrepassano un poco, co-me nell’ albatrossa, diomedea• semplice-mente lunghe quando sono di una lun-ghezza eguale, tale essendone l’esempionel falco fuscus; quasi lunghe, sublon-gae , allorché arrivano ai tre quarti cir-ca della coda, come scorgesi nel gufosalvatico, slrix, stridula; lunghette, lon-giusculac, quando non ne sorpassano idue terzi, come nel gheppio, falco tin -nunculus ; mediocri, mediocres , se arri-vano sino alla metà della coda, per esem-pio nel fringuello, fringilla coelebs ; al-quanto corte, breviusculae,se giungonosino al terzo della coda, come nel pic-chio rosso, picus major; corte, fino alquarto della coda, per esempio, nel cu-rucci a coda rossa bionda di Caienna »