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fece uno studio particolare, può avve-nire che l’idrogeno, nello stato nascen-te, trovandosi in contatto con F azoto,formi veramente e dia origine all’ am-moniaca. In questo modo si capireb-be facilmente, come materie organichenon azotate, per il solo fatto della fer-mentazione putrida, possono dar originea sali ammoniacali, che in seguito eserci-terebbero un’influenza fertilizzante soprail terreno.
Durante l’accrescimento delle pian-te, una parte dell 1 acqua assorbita dalleradici si assimila evidentemente, e questacircostanza permette di poter intenderela formazione di molti dei principii im-mediati dei vegetabili, la cui chimica com-posizione è rappresentata dal carbonio edai principii dell’ acqua, quali sono F a-mido, la gomma, lo zucchero, ec. S’in-tende egualmente la presenza dei princi-pii, che possedono inoltre una certa pro-porzione d’ossigeno in eccesso, imperoc-ché noi abbiamo riconosciuto che, du-rante la decomposizione dell’acido car-bonico, eseguito dalle foglie, la totalitàdell’
ossigeno non è eliminata : ma esi-stono materie elaborate dalle piante, checontengono rispetto all’ ossìgeno , unaquantità d’idrogeno di molto superiorea quella che è necessaria per costituire1’ acqua. Tali sono per esempio le resine,1 carburi d’idrogeno nelle conifere, e gliuhi grassi nelle piante oleaginose. Questoidrogeno in eccesso fece presumere amolti fisiologi, che, durante la vegetazio-ne, l’acqua si decomponga, e che succe-da fissazione di gas idrogeno e sviluppodi gas ossigeno.
Nondimeno la presenza dell’ idro-geno i n ecce sso in alcuni principii im-umdiati, non è già una prova decisivae separazione degli elementi dell’ a-cqua •, e se fino ad ora non si è dedottauna conclusione definitiva a questo ri-guardo, ciò è affatto naturale, perchè
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questi medesimi principii idrogenati pren-dono origine in piante che vivono sottoF influenza di materie organiche d’ unacomposizione sempre complessa, e so-vente idrogenate assai, le quali si ritro-vano nel suolo ove operano come in-grasso.
Le esperienze di Saussure non la-sciano sospettare la decomposizione del-F acqua ; poiché facendo vivere alcunepiante per un mese sotto recipienti riem-piti d’ aria atmosferica priva di acido car-bonico, non si osservò un’ apparenteproduzione di ossigeno. Operando nellastessa maniera, con aria contenente unacerta proporzione di gas acido carboni-co , la quantità d’ossigeno sviluppataè sempre stata inferiore a quella che en-trava nella costituzione dell’ acido de-composto.
E qui appunto cade in acconcio difar osservare, con F appoggio delle espe-rienze medesime di Saussure , come que-sta decomposizione parziale del gas acidocarbonico, che non corrisponde ad alcu-na proporzione definita, sembri pocosoddisfacente. Sarebbe già difficilissimocomprendere come nella vita vegetabilequest’ acido fosse ridotto in totalità, valea dire, come il suo carbonio fosse inte-ramente assimilato dalla pianta. La sepa-razione completa d’ un corpo così avidod’ ossigeno, com’ è il carbonio, dal suocomposto più ossigenato, deve stupiregrandemente.
L’idea più semplice che viene sug-gerita dai fatti, è quella che 1’ acido car-bonico, mediante F influenza della lucesolare, e per F azione della materia verdedelle foglie, venga trasformato in ossidodi carbonio, nel mentre che cede unaporzione d’ossigeno. Questa modifica-zione sembra più conforme ai principiidella scienza. Nondimeno, bisogna con-fessarlo, le osservazioni si accordano sìpoco con questa previsione, come con