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nuovi apparati s’immaginarono «Ielle pia-stre di ferro con viti, analoghe alle giàdescritte superiormente •, ma vennero so-stituite altre chiusure.. »
Queste chiusure diconsi nodi , e sonoformate di tre pezzi A, B, C, fig. 5. 11pezzo A ha un collare a, u, sul qualemetlesi un anello di cuoio, la parte bb ètagliata a vite ; essa è incavata in cc perricevere*esaltamente la gola dd del pezzoB. Questo pezzo ha un collare ee, sulquale appoggia la parte piana gg delpezzo C, quando la vite interna ff'e po-sta sopra la vite esterna bb , che ferinail pezzo intermedio B inalterabilmente.L 1 uno dei tubi che devesi riunire all’ al-tro, è saldato internamente nel pezzo A,in m, m ; e 1’ altro tubo è saldato ugual-mente al pezzo B, in n, n, e 1’ anello Cscorre liberamente su questo ultimo tubo.Allorché i due tubi sono approssimati inmodo che 1’ orlo d entri nella scanala-tura e, s’invita 1’ anello C girandolo perle parti E E ; a tal modo i due tubi sicongiungono solidamente.
Lajig. 6 dimostra il nodo in opera.Molti però invece dell’ anello a snoda-tura adoperano una specie di pinzettaformata di un pezzo di ferro o di ramefesso sopra un certo tratto di sua gros-sezza, il quale prendendo in mezzo gliorli dei due anelli, li mantiene uniti conla sua elasticità quando vi si batte controa colpi di martello. La facilità però concui rimuovonsi o cadono queste pinzetteal menomo urto; e talora da sé, le ren-dono, a nostro parere, molto inferiori allagiuntura di Moulfarine.
Una maniera assai semplice, e certola più spicciativa di ogni altra, venneadoperata dal nostro chiar. sig. Minolto( Vedi Supplemento al Dizionario Artie Mestieri , Voi. VII, pag. 68 ) per.chiudere i cappelli dei limbicchi, ed è laseguente. Intorno al collo del limbiccosaldasi una fascia di diametro maggiore e
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concentrica, la quale lascia all’ intornouno spazio anellare di i5 a 20 millime-tri di larghezza e di 4 a 5 centimetri dialtezza. Questo spazio è chiuso .alla parteinferiore e si riempie di sabbia, di cenereo di somigliante materia polverosa assaifina. L’ orlo del cappello entra per due otre centimetri entro alla sabbia, la qualechiude ogni uscita al vapore. In tal guisanon si ha che porre a luogo il coperchio,il quale si trova chiuso da sé e in ma-niera da evitare con sicurezza ogni di-spersione.
Ciò è quadto possiamo dire in ge-nerale sugli apparati di vaporizzazioneper distillare, e solo aggiungeremo che sipropose-più volte di adattare alla caldaiaun termometro la cui palla fosse immersanel vapore e la scala venisse all’ esterno,a fine di conoscere senza altri esami dallatemperatura dei vapori che si sollevanoquando fossero acquosi a grado da do-versi cessare la distillazione, e dedurnead ogni momento il grado di spirito delprodotto ottenuto.
Ci resterebbe ancora a dire deifornelli ; ma di essi abbiamo parlato nelvoi. I, dal §. 226 a tutto il §. 254,pag. 465 di questo nostro Dizionario.
Articolo II.
Degli apparati di condensazione.
Il ridurre in vapore un liquido nonbasta a compiere la distillazione, ma oc-corre eziandio tornare a ridurre questivapori in istato liquido, e ciò può farsi indue modi, comprimendoli o raffreddan-doli. Il primo di questi mezzi non vennemai applicato alla distillazione, nè potràesserlo, perchè comprimendo i vapori siaccrescerebbe anche la loro temperatura,sicché occorrerebbe sempre far uso an-che del raffreddamento, e perchè si otter-rebbe un liquido ad alta temperatura che