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facilmente si ridurrebbe di nuovo in va-pore e si disperderebbe. L 1 unico mezzoadoperato adunque per liquefare i vaporiSl e il raffreddamento, e può questo ot-tenersi in tre maniere diverse: coll’ aria,coll’ acqua, o col liquido che deve distil-larsi in appresso, "Esamineremo separa-tamente ciascuno di questi mezzi di con-densatone.
Condensatone coll' aria.
Quantunque 1’ aria sia per sè stessaun assai cattivo conduttore del calorico,tuttavia il movimento che producesi inessa pel suo variare di densità col riscal-damento, [iroducendone uno spostamentocontinuo, la rende atta a raffreddare pels uo contatto. Così se il vapore all'’ usciredal limbicco infilasse un tubo di infi-nita lunghezza, giungerebbe certo ad unla l limite a cui la corrente d 1 aria, che sistabilirebbe intorno ad esso, gli leverebbetutto il suo calore e produrrebbe la con-densazione del liquido ; ma siccome que-sta lunghezza sarebbe smisurata, così negla Pparati propostisi su questo principiososlituironsi parecchi piccoli tubi paralelliposti in una specie di camino, nel quale ilcalore stesso dei tubi produce una rapidacorrente d’ aria. Siccome però la capa-otà p e i calore di quest’ ultima è assaiptccola a paragone di quella del vaporeda condensarsi, così si. cercò di accre-scerne p effetto spignendo una correntepiù rapida col mezzo di mantici. Le dif-ficoltà però di ottenere senza grandefatica la condensazione compiuta, sicchénon vi abbia dispersione di alcoole, e difare P apparato in guisa che presentiBlandissima superficie e possa facilmentesaettarsi^ fanno sì che questo mezzo venne
ptoposto pj,-, vo it e ma di rado o maiadottato.
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Condensatone coir acqua.
Quando si hanno a condensare ivapori provenienti da una distillazione,due sono le principali condizioni da os-servarsi, vale a dire, d’ impiegare super-ficie che condensino più vapore che siapossibile e la menoma proporzione di a-cqua che'si possa. Una lastra di rame, diun metro quadrato di superficie e di 2a 3 millimetri di grossezza, essendo acontatto da una parte con acqua a 20o 2 5 ° centigradi,condensa 107 chilogram-mi di vapore all 1 ora : se adunque siavesse a condensare questo liquido, e sivolessero ottenere 100 chilogrammi d’a-cqua, la superficie del eondensatore do-vrebbe avere o m , 934. Nel caso però deiliquori alcoolici la superficie può essereminore che per P acqua e proporzionataalla forza dei prodotti, ottenuti. Pren-dendo, ad esempio, P alcoole o 22 0 , el’ acqua tenuta alla temperatura mediadi 20° occorrerebbero chil. 0,71 percento, poiché, come dicemmo, parlandodegli apparati di evaporizzazione, l’alcoo-le a 22 0 ha una capacità pel caloricoche sta a quella dell’ acqua come 4 a 10.L’ alcoole a 22° contiene 64 di acquae 36 di alcoole, d’ onde ne segue che unchilogrammo di vapore d’acqua conte-nendo 357 unità di calore (ved. questovocabolo), un chilogramma di vapore dialcoole n'e contiene soltanto 2017,6 quin-di la quantità di calore ceduta dal va-pore d’alcoole, durante la sua conden-sazione, è i 4 2 6 / 55 o ò 0,77 di quelladell 1 acqua., sicché un metro quadratodi superficie di lastra di rame grossa 2a 3 mm potrà condensare all’ ora 1 3 qchil. di vapore di alcoole a 22 0 , e per100 chil. la superficie dovrà essere dio m i', 71. Per regola generale si sta-bilisce, che la superficie di condensazione