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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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immerso nel serbatoio, d’ onde si devetrarre 1’ acqua ; il secondo sbocca al-quanto più basso del livello di quest a-cqua medesima. Otturali questi due tu-bi, si riempiono d’acqua per un apeilurasuperiore, insieme col vaso di condensa-zione in cui è immerso il seipentino, po-scia, chiudendo 1’ apertura superiore eaprendo i due tubi, si stabilisce una cor-rente pei principii del sifone (ved. questovocabolo al Sappi.), e 1’ acqua mutasi dicontinuo senza che occorra di sollevarlache tutto al più di pochi pollici. Convienericordarsi che 1’ acqua che scende peltubo di scarico essendo più calda, e per-ciò meno densa, la lunghezza della co-lonna discendente dev’ essere lauto mag-giore di quella della colonna ascendenteda poter superare 1’ effetto di questa dif-ferenza.

Altra volta accostumavasi coprire ilcappello del limbicco contenente l’acqua,ma oggidì ciò viene riconosciuto inutilee più non si pratica.

Quanto alla forma del condensatorepuò essere questa assai varia, consistendoesso talvolta in tubi curvi che circolanoin un gran vaso pieno di acqua ; tal altrain tubi schiacciati, e che presentano grandisuperficie, come il condensatore di Soli-mani (i).Noi omettiamo parlare di questedisposizioni, perchè lo snetlamento rie-scendo in esse molto difficile,presenta assaispesso un grande inconveniente. Diremohensì che due mezzi si hanno da ovviaretale difetto, cioè 1’ uso di uno o più tubiinclinati,che attraversano una vasca ripie-na di acqua fredda. Questa forma di con-densatore venne resa più semplice daKoelle, il quale sostituì ai tre tubi cilin-

(i) Chi volesse conoscerlo, potrà con-sultare il Dizion. Arti e Mestieri pubbli-cato dall’ Aotonelli, ove vedesi disegnatonelle Jig. 7 e 8 della Tav. LXXXVI delleArti Meccaniche.

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drici, lunghi un metro ciascuno, saldali1’ uno contro 1’ altro, come propose ilGedda (Sappi. Tav. Il, Jig. a) (V. pureil Dizionario, Yol. I, pag. 456), deglialtri uniti ad angolo acuto da una partee gnerniti ivi di occhi, i quali si attaccanoad uncini posti a varie altezze nella vascadell’ acqua fredda. Le estremità aperte diquesti tubi escono attraverso le paretidella vasca, e vengono riunite a due a duecon pezzi di tubi curvi in forma di C,come si vede in A, A (jig. 4 ), e ad og-getto di collocare un maggior numerodi tubi nella vasca, non si dispongonogià uno sovra l’altre, ma bensì a zig zag.

Il secondo mezzo per fare un con-densatore che possa facilmente snettarsisi è quello di servirsi di due coni chelascino una piccola distanza fra loro, esieno raffreddati nell’ interno e nell’ e-sterno da una corrente di acqua, che sicangi continuamente di basso in alto. Ilbarone di Gedda , sembra essere stato ilprimo a costruire in siffatta maniera uncondensatore, ed il Lemare adottò po-scia la stessa forma.

Il barone di Gedda riunisce due co-ni rovesciati, 1’ uno nell’ altro, e congiuntialle due estremità. I due coni inferior-mente sono lontani un pollice, e supe-riormente quattro pollici, come vedesinella fig. 2 , Tav. II, Suppl. : A, A, A, A,cono esterno ; B, B, B, B, cono interno :i quali coni lasciano fra loro uno spazio,chiuso alle estremità con due anelli salda-ti ai coni medesimi. In questo spazio, piùlungo quattro volte in cima che al fondo,operasi la condensazione dei vapori. Ilcono interno, essendo tronco, lascia entrar1’ acqua del refrigerante, la quale a con-tatto della superficie interna e dell’ e-sterna condensa prontamente i vapori.Il diametro superiore del cono è unavolta e tre quarti il diametro inferiore,L’ altezza è due volte e mezzo il dia-metro maggiore. Il piccolo diametro del