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una giuntura a sabbia, conservando in talcaso fuori <3 e ]i’ acqua la giuntura stessa.Finalmente si può rendere assai maggiore1 effetto della condensazione, ponendon ell’ interno del tubo che conduce il va-pore un altro tubo pieno d’ acqua freddaehe, come nell’ inviluppo esterno, seguaun andamento opposto a quello del va-pore che si vuol condensare. Quest’ ulti-ma disposizione venne adottata da Ni-chols in un apparato per raffreddare labirra , che può facilmente applicarsi alladistillazione. L 1 unico difetto di cui possaaccusarsi quest’ apparato, si è la sover-chia sua lunghezza, ma nulla vi ha di mi-gliore quando la situazione permetta difarne uso, ed inoltre non è difficile ri-piegare i tubi sopra sè stessi, accorciandoli>n maniera, che si possano tuttavia facil-mente nettare.
Per impedire la grave perdita diolcoole che si farebbe se il getto del ser-pentino colasse all’ aria aperta, si avvi-luppa l’ uscita del serpentino e l’imbutodi una cassa di latta che apresi da unaParte, o mettesi inoltre nell’ imbuto unpezzo di flanella che serve di filtro, e se-para u na materia fioccosa, che è un ossidodi rame proveniente dall’ apparecchio senon è bene stagnato, ed impedisce aicorpi stranieri di ostruire il tubo dell’im-buto stesso.
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in appresso passare nella caldaia 5 rispar-miando così tutta quella parte di combu-stibile che per questo medesimo risulta-menlo si consumava ; con tutto ciò que-sta idea non venne posta a profitto se nonnel 1780 dall’ Argand , e dopo di lui daAdam , da Soìimani e da altri molti chelungo sarebbe 1 ’ annoverare. In tal guisaoltre all’ economia dal combustibile vi hapure un grande risparmio di acqua, essendoche non resta più a condensare che unaparte del vapore soltanto. Talvolta que-sta condensazione col liquido stesso dadistillarsi si fa ponendo questo in ebolli-zione, sicché distilli contemporaneamentea quello che trovasi nella caldaia, ed intal caso 1’ apparalo % disposto come peruna distillazione a vapore. Di tal fatta siè l’apparato di Odoardo Adam di Nimes ,dei cui vantaggi è difetti abbiamo parlatodopo averne data la descrizione e la figuranel Yol. I, pag. 427 del nostro Dizio-nario universale di Agricoltura. In al-tri apparati il liquore da distillarsi non siriscalda colla condensazione dei vaporiche a temperatura molto inferiore dellasua ebollizione, ed in questo caso gli ap-parati sono quasi sempre di quelli a dop-pia condensazione , o a distillazione con-tinua , dei quali ora parleremo.
Della doppia condensazione.
Condensazione col liquido da distillarsi.
Unico scopo del calore nella distil-lazione essendo quello di ridurre unaparte del liquido allo stato di vapore, egliè chiaro che questo calore medesimo deveintieramente passare nel liquido adope-ro p er J a condensazione, e perciò eraun idea ben naturale il pensare a racco-gliere questo calorico, ed anziché tras-metterlo a dell’ acqua che poi dovevasi agran fatica cangiare, farlo servire a pre-parare riscaldato quel liquido che dovea
Egli è d’ uopo ricordare qui quantodicemmo più addietro, vale a dire, chegli apparati di vaporizzazione altro nonfanno se non che ridurre in vapore 1’ al-coole contenuto nel liquido insieme collaquantità d’ acqua che si strascina seco inpari tempo, e che quando si volesse otte-nere 1’ alcoole scevro dà una maggiorproporzione d’ acqua, come succede nellamaggior parte dei casi, converrebbe as-soggettare il liquido ottenulo a parecchiedistillazioni successive, le quali consume-rebbero molto combustibile, esigerebbero