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soldi quadri 3407 a braccia quadre11 e un sesto, e mescolandosi col vapore,col quale si trova continuamente in con-tatto, 207 volte prima d 1 abbondonare illaboratorio per discendere nella caldaia.
La parte a lanterna di questo stessolaboratorio, quantunque destinata egual-mente alla scomposizione del liquido, o®1 distacco dell’ alcoole, serve eziandio adaltro oggetto di cui faremo parola successi-vamente. Vi si rimarca una strada lunga99 soldi, dove il vapore, per una coinhi-nazione particolare, incontra una tempe-ra tura alquanto inferiore ai 100 gr. c.,temperatura che esso non può innalzare,e d un sistema analitico per le flemme,c l>e, come poi vedremo, sono respinte inazione.
Quanto al condensatore, non è pun-to analogo ai comuni. Consiste in 18 di-selli cavi comunicanti tra di loro permezzo di corti tubi, e disposti in modo,c l' e Un liquido qualunque, versato nelPfitno, li percorra tutti uno dopo 1’ altro‘alino all’ ultimo inferiore. I primi otto‘‘tendo degli emissari, che portano fuori® flemme raccolte in ciascuno di essi, e' e ^ conducono nel laboratorio di de-Corn P°sizi une? costituiscono il registro (r).
La dò adunque si comprende, chevino introdotto di continuo nel con-ensatore per la sua parte inferiore, vis ‘ solleva, lo riempie, trabocca per la
( 1 ) Confessa poi il Calamai per amo-’e del vero, che l’idea di questo conden-sare, sebbene gli sia venuta spontanea-mente, pure non la può dire totalmentesu a, perchè dopo averne costruito uno nel1835 in medie dimensioni, del quale è oraPossessore il mentissimo sig. commendatoreCosimo Ridolfi , il chiar. prof. Gioachinocav. Taddei gli faceva osservare, che nellasua opera di farmacologia proponeva per ladistillazione degli spiriti e delle acque aro-matiche, un condensatore fatto a libricino.11 quale, se uou è eguale a questo, ne hac erlo molta analogia.
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parte superiore, si versa per mezzo deltubo di comunicazione nel laboratorio didecomposizione, discende in questo, cadenella caldaia, la riempie distribuendosine’ suoi compartimenti fino al punto se-gnato dall’ emissario, e finalmente perquesta via se ne fugge. Se ora si si imma-gina che la caldaia bolla, si comprenderàeziandio, che il vapore prodotto dal vi-naccio, e che nel sollevarsi da essa è quasitutto acquoso, investendo per lungo trattoil vino e le flemme (lutto già caldo per ciòche ora diremo), e mescolandosi le tantevolte con essi, si condensa in parte, men-tre l’alcoole del vino, che bolle e prendelo stato di vapore ad una temperaturapiù bassa che 1’ acqua, gli si sostituisce,rendendolo, prima di fuggire dal labora-torio a ciò destinato, composto più di va-pore alcoolico che acquoso ; al che con-tribuisce molto il sistema della lanternatesté citato, nel traversare il quale dettovapore soffre un leggiero abbassamento ditemperatura, alto a condensargli la parteacquosa e non alcoolica. Sicché al giun-ger nel primo disco superiore del con-densatore, questo vapore medesimo in talmodo ridotto, trovando ivi pure unatemperatura un poco inferiore alla pre-cedente, deposita altr’ acqua mista ad al-coole, più in giù seguitando a trovare latemperatura più bassa, continua a depo-sitare acqua ed alcoole, e finalmente in-sinuato in altri dischi successivi nei qualila temperatura è sempre più bassa, fini-sce di condensarsi, cambialo in liquorequasi tutto alcoolico, il quale essendovieppiù raffreddato nei dischi ultimi infe-riori, ne esce per mezzo dell’ emissarioalla temperatura medesima del liquidodestinato a raffreddarlo. E questo, che ilvino stesso che si vuol distillare, soprac-caricandosi all 1 opposto di calorico, a pro-porzione che opera il raffreddamento delliquido e la condensazione dei vaporialcoolici acquosi, lo riconduce verso il1 5