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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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sapersi poco intorno il legame dei segnidell’ amaurnsi, culle organiche lesioni rin-venute nell’ autossia cadaverica.

Escludemmo dall’ impero dell’ a-maurosi qualunque cecità provenientedallo stalo morboso di qualsisia partedell’ occhio, fuori della retina; e sebbenequesta eccettuazione sia arbitraria, do-vemmo pure, per uniformarci all’ uso, ri-mettere agli articoli cieco e cecità' tuttele altre specie d’ accecamento , e le gene-rali considerazioni convenevoli a farsi sul-la perdita della vista.

Fabricio Ildano , Morgagni , Hei-ster e Scarpa rinvennero, dopo la mortedegli amaurotici, la retina affatto alteratain sua tessitura, e spesso anche irrecono-scibile ; Magendie la trovò degenerata inuna capsula bianca, fibrosa, anteriormen-te solidissima, e posteriormente ossosa,grossa in certi-siti fin un quarto, od an-che tre quarti di linea : la coroide, e lasclerotica però erano perfettamente sane.Crede Ilaller che la rètina sia disorganiz-zata subito che siavi coloramento nel fon-do dell’ occhio; ma Gallereuoc non rin-venne che una alterazione del nervo ot-tico, in un caso in cui pur era verdastroil fondo dell’ occhio ; e sono poi anchepoco conosciute le lesioni del tessuto del-la retina.

È più spesso il nervo ottico la se-de dello stato morboso. Infatti Platnero

10 rinvenne compresso lungo il suo tra-gitto, da un tumor scirroso; P. Pano dauna cisti ripiena di sierosità, posta sopra

11 sito dove i due nervi ottici sembranoformarne un solo, davanti la sella turci-ca. Souvages li vide calcali da un tuber-colo ; Bronfield da tumore che sembra-va composto di materia encefaloide; Boe-rhaave trovò uno di tali nervi pigiato daesostosi della piccola lamina dell’ ossocuneiforme, nel forame ottico dell’orbita.

Anche lo stesso nervo può essere al-terato in sua tessitura ; e Blegny riporta

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un caso nel quale lo rinvenne presso al-la sua origine coll’ aspetto di concrezio-ne litoide ; assicura Bonet eh’ ebbero ascorgersi i nervi ottici più solidi di quel-lo che allo stato ordinario, e sì fragili cheil più lieve urto li rompeva ; a GallereuXsi appalesarono suppurati per metà diloro lunghezza, e ridotti in una liquidamateria d’ un bianco sucido ; altre voltescoperse nel centro del nervo ottico sini-stro, in uomo eh’ ebbe un’ amaurosi nellostesso lato, un tubercolo molto duro di co-lor grigiastro, ed alquanto più grosso d ungrano di canape : la torsione del nervo ot-tico fu osservata da Birminger in personad’ anni sessanta, cieca fino dalla sua infan-zia. Pensa Demours che la produca pureF allungamento del nervo ottico nell’ erniadelta esoftalmia : questa opinione perònon è già stabilita sul fatto, ma soltanto so-pra una meccanica spiegazione. Boerhaa-ve poi ammette, anche per causa dell a-maurosi, la suppurazione del periostio, ela carie del fondo dell’orbita.

La più comune lesione dei nervi ot-tici è 1’ atrofìa, dell’ uno poi o dell’ altro,od anche di entrambi, secondo che 1" a-maurosi è semplice o doppia ; noi osser-vammo due volte quest’ alterazione, ri-scontrata da Fesalio , Paiverde, Riolan ,Cesaìpino , Sctilteto , Santorini , Heilland,e vani altri anatomici ; quando esiste ioambi i nervi rare volte è uguale ; se ac-cade in un solo, ove si prolunghi al di làdel luogo dove il nervo sembra unirsiall’altro, cammina sempre dallo stessolato, e scorgesi allora evidentemente l alinea finitima tra i due nervi, che sonosemplicemente accollati, e non incrocic-chiali o confusi; noi vedemmo tanto piòfacilmente questa disposizione, in quantoche, in uno de’ due casi per noi osserva-ti, erano essi entrambi atrofici, ma lo eradi più il sinistro, il quale aveva inoltraassunto una tinta giallastra; mentre chedestro, meno esile, conservava per anco