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loro'"?" 3 bianchez * a > cosi che, lauto pellencefaloide della sostanza cerebrale, cheCu \ ore , come pel rispettivo volume, sieno non lungi dall’ origine dei nervi ot-evasi distintamenle eh’ essi non inoro- lici, come pure una voluminosa idatide,
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cicchiavansi, e eh’ erano sollanto 1’ unoaltro addossati alla maniera dei fila-menti nervosi per qualche tratto, senzaPero confondersi, e che isolavansi posciareciprocamente. Demours riporta un fat-to analogo, io cui l’atrofia era da un so-lato, e la persona conservò la vista del-1 occhio sinistro.
L’ atrofia del nervo ottico in questivarii casi, era dessa la causa o 1’ efletto*Iell’amaurosi? Questione è questa assaimalagevole da risolversi, ma nella qualeforse non evvi che un errore cagionatodalle voci. Non è infatti l’atrofia, del pa-ri che la perdita della vista, una malattiapropriamente detta, ma sollanto un’ alte-razione del tessuto : puossi peraltro, sen13 nulla avventurare, dalla loro coesisten-* a concludere che il nervo ottico fu lasede dello stato morboso, a cui devesi riportare i sintomi; l’insieme de’ quali co-stituiva P amaurosi durante la vita. Ciòvite noi esponemmo è eziandio applica-bile alle alterazioni della retina di già de-scritte, a quelle del cervello eh’ or oraesporremo, e, P er dirlo di passaggio, an-ebe a tutte le organiche lesioni lasciate°ei cadaveri dalle infermità.
In molti casi, dove non rinviensiVeruna alterazione nè alla retina nè al ner-vo ottico, osservansi delle profonde sof-ferenze nello stesso cervello, alle quali èda ascriversi 1’ origine dell’ amaurosi, oche svelano p er lo meno la sede dellosialo morboso che la produsse. Nulla, perd'r vero, è più frequente di quello cheritrovare degli spandimeuti sierosi o san-S u ’gni nei ventricoli, o negli emisferi delcel vello, io fanciulli od anche in adulti0101 h con amaurosi semplice, o doppia,recente od inveterata. Producono spessogrilla visione analogo effetto, un ascesso,11 rammollimento, uno scirro, un tumored'Jgric., 1 5 *
Ilei, lume -
od una scheggia e porzione d’ ossa infos-sata che comprima il cervello.
Quando poi, in onta del più allen-to esame, non si rinviene veruna sensibi-le alterazione nella retina, nel nervo ot-tico, nel cervello, o nelle sue dipendenze,se ne conclude ordinariamente che la se-de del male era nella retina, per ciò chetrattasi della perdita del senso, a cui que-sta membrana serve, come dicesi, d’im-mediato agente ; siffatta conclusione peròè illegittima , posciachè, in simil caso,potrebbe esservi stato un’ affezione delnervo ottico, o della porzione cerebraleda cui sembra escile; nè deve la sola re-tina possedere il privilegio esclusivo di le-dersi in vita dell’individuo, senza che senerinvenga veruna traccia dopo la sua morte.
Converrà in tale circostanza ricor-rere alle cause, ai sintomi, ingegnandosidi concepirne le reciproche relazioni, colconfrontare il propio caso con quelli neiquali si rinvenne una decisa organica le-sione ; sventuratamente pochissime sonole buone osservazioni atte ad illuminarciintorno la sede e la natura dell’ amauro-si, e quindi riesce spesso impossibile lostudio comparativo per noi proposto; di-venendo poi sempre difficile, e quasi sem-pre infruttuoso ; non di meno procurere-mo tracciare la via eh’ è da seguir si, do-po aver esposte le cause predisponenti edoccasionali dell’ amaurosi, fra le quali digià demmo a conoscere quelle che oggi-giorno diconsi prossime; ricercheremoposcia qual sia la natura di codesta ma-lattia, ne stabiliremo le varie specie, pro-curando di raccogliere i sego* valevoli adistinguerle; fisseremo, per ultimo, le re-gole da seguirsi nel generale trattamentodell’ amauros» e delle sue varietà.
Ci » d’ uopo però prima richiama-re p srteuzione de! lettore sopra una par-afi