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che, sotto l’influenza dell’ aria, 1’ acquatrovisi a contatto con una sostanza ossi-dabile. In tal caso, si decompongono el’acqua e l 1 aria : 1’ ossigeno si unisce allasostanza ossidabile, e 1’ idrogeno dell’ a-cqua si unisce all’azoto atmosferico. Quin-di, siccome la massima parte dei terrenisono pieni di ossido di ferro, di terriccioche passa allo stato di acido carbonico,sostanze le quali non giunsero ancora alpiù alto grado di ossigenazione, così viha costante formazione d' ammoniaca ogniqualvolta che il suolo è umido e che 1’ a-cqua si evaporizza; e tale quantità di am-moniaca è in parte trasportata dalle acquesovrabbondanti nell’ interno della terra,ed in parte si dissipa per 1’ aria.
Gli è fuori di dubbio che 1’ ammo-niaca esiste nell’ atmosfera , ed è assaiprobabile che essa nasca dalle reazionichimiche anzidetto. De Saussure (Re-cher. sur la végèt. , pag. 207, nota)aveva fatto osservare che il solfato di al-lumina puro trovandosi all’ aria libera fi-niva per cangiarsi in sollàto ammoniacaled’allumina: tutte le acque esposte all’ariacontengono dell’ ammoniaca , e la stessaacqua distillata, dopo quindici giorni diesposizione all’ aria , indica pur essa lapresenza dell’ammoniaca ( 1 . c., pag. 3 o 8 ,nota ): e Liebig dimostrò come essa sitrovi nell’ acqua di pioggia ( Chim. org .,Introduction , p. cii. ), nell’acqua di ne-ve : le stesse acque di sorgente e di fon-tana racchiudono tutte dei carbonati edei nitrati di ammoniaca
Will opponendosi ad Herman e aReiset sul Nuovo metodo di stimareVagolo nei composti organici , e sullanio-ne che si suppone esercitare F azoto dei-li' atmosfera nella formazione delFammo-niaca ( Annui, de chini., juin 18 4 3 ), favedere (alla pag. 228 ) la facoltà d’in-gannarsi sugli indizii della esistenza del-1’ ammoniaca , e conferma le esperienzedi Faraday colle quali stabiliva, che
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l’ azoto dell’ atmosfera non possedè inalcun modo la proprietà di formare deb1 ’ ammoniaca coll’ idrogeno al momentodella sua separazione, per nessuna co®-binazione (Journ. de pharm.^juin, 1 823 ,pag. 421 ). Berzelio. (Rapport. annueU1843 ) diceva pure ( pag. 127 ), che etmancano ancora sperienze decisive permostrare come l 'ammoniaca contribuiscaalla formazione degli elementi nitrogeni.Lymbur , sulla teoria degli ingrassi, citavaSprengel , il quale considera il terricciocome la parte del concime che fornisce ilmaggior alimento alle piante (lo che eraed è opinione di molti altri), e che ri-tiene non solamente 1 ’ azoto dei letami,ma ancora il gas idrogeno fosforato e sol-forato ; ed il sig. Madden con esso luiconsiderava 1 ’ ammoniaca come il grandedissolvente del terriccio (e non la potas-sa, come si credeva). Liebig , Jonshon eSclieden non sono della stessa opinione,obbiettando essi la proprietà di questihumati di decomporsi facilmente ; masembra che riguardo alle loro influenzesulla vegetazione, questa proprietà deglihumati sia meno un difetto che un van-taggio (Journ. d'agric.pratic..J'ev. 1 843 ,p. 060 ). Lymburn propose inoltre comeingrasso- ammigliorante , cioè mescolatocol comune concime, il nitrato di soda.-E il sommo Liebig , dice pur egli( loe. cit ), che oltre all’ ammoniaca ed abl’ acido nitrico ( V. questo vocabolo inSappi) non si conoscono altre combina-zioni d’ azoto , che quello contenute negl*organismi vegetabili ed animali, e quelleche per le trasformazioni di queste pos-sono formarsi. Oltre a tali combinazioninon esiste V azoto che allo stato gasiforme,costituendo parte dell’aria atmosferica.
Sino a tanto che non si conobbe lavera sorgente dell’ azoto delle piante, *naturalisti erano costretti di attribuire aivegetabili la facoltà di appropriarsi diret-tamente l’azoto dell’aria ; ed infatti, pii® 8