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moniaca. E p er maggiore precauzionenon si pulirono con drappi o borra itu bi usati in tali esperienze, ma si feceUS0 di lobi nuovi dapprima arroventalidirigendovi una corrente d’ aria.
Una porzione d’ asbesto riscaldatoa l color rosso, e messo entro un tubomediante una molla di ferro, non davanell’ arrovenlamento segni d’ ammonia-Ca ; mentre che impiegando lo stesso me-todo si ottenne immediatamente uno svi-loppo di ammoniaca da un’altra porzione
di
questa sostanza eh’ era stata compressa
Soltanto fra le dita. E ben si conosce, chela cute traspira dell’ ammoniaca, che ilsudore contien sempre dei sali ammonia-ca li ; e tutto concorre a provare, diceLiebig , che negli esperimenti qui descritti,del pari che nell’ argilla arroventata espo-sta all avia, 1’ ammoniaca trovasi con-densata sulla superficie della sabbia edell’ asbesto.
I riferiti sperimenti danno pure unasemplice e piena spiegazione sull’ ammo-n <aca contenuta nello strato superioredella terra coltivabile, in siti affatto prividi sostanze animali e vegetabili ; nonchésulla formazione del nitro nel miscugli di* er re contenenti delle sostanze vegetabili10 istato di putrefazione.
Tulle le osservazioni finora fatteincorrono adunque a comprovare, con-cima Liebig : che V azoto cleìf aria nongode della facoltà di trasformarsi inammonìaca^ e che quindi, per quantosembri verosìmile tale passaggio, non sipotrà stabilire per principio, che le pian-te ritraggano da questa fonte parte deltoro azoto , apponendosi a tale ipotesiÌ u tlì ifatti finora conosciuti.
Ed
am essen do arrivali a conoscere, chee |p a| ? n ' aca forma un principio costante
dell
ferite * a sperimenti, che appa- te dello sviluppo, come ciò succede nella
dell’ t 6 uom P r °vano, siccome l’azoto dissoluzione dello stagno in questo acido,mosfera venga fissato dall’organismo e nella fusione dì nitrati con dell’ idrato
, Cosi
;| perdono ogni forza gli ar-
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di certe piante, e che in ispecie i pisellied i fagìuoli cresciuti in terreno sprovi-sto ili sostante animali debbano aver lafacoltà di appropriarsi l'azoto atmosferico.E riflettendo pure che tutti questi espe-rimenti furono eseguili in luoghi, nei qua-li l’atmosfera era molto più carica d’am-moniaca che quella di un campo aper-to, e che le piante furono innaffiate conacqua di pozzo, distillata la quale dovevacontenere ben più carbonato d’ ammonia-ca che 1’ acqua piovana, non c’ è motivod’ascrivere ad altra sorgente l’aumentodell’ azoto delle sementi, delle foglie e deifusti, sorgente ideata solo perchè non co-noscendosi in allora come 1’ acqua e 1’ ariacontenessero ammoniaca, cosi mancavaogni punto d’ appoggio per dare una giu-sta spiegazione.
Finalmente, continua Liebig , la chi-mica c’ insegna, che 1’ ammoniaca non èsoltanto un prodotto della putrefazione edell’infracidamento di sostanze vegetabilied animali, ma eh’ essa si forma in unaquantità di processi chimici, qualora sioffra la necessaria quantità c? idrogenoaW azoto eli è dietro a staccarsi da unacombinazione.
Didatti, facendo passare sopra la spu-gna di platino (Iluhlmann), o sopra delperossido di ferro ( Reisct) arroventati,alcuni gas che abbiano per componenteI’ azoto, e quali appunto il cianogeno, ilprotossido e il dentossidn di azoto, e me-scolandovi dell’ idrogeno, in tali casi nenasce sempre dell’ ammoniaca.
E conducendo dei vapori acquei só-pra del carbone azotato rovente, s’incon-tra fra i prodotti l 'acido ìdrodanico , chemesso in contatto cogli alcali può esseretrasformato in ammoniaca ed in acido for-mico. E liberandosi 1’ azoto dell’ acidonitrico in contatto coll’idrogeno all’ istan-