Band 
Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
Seite
196
JPEG-Download
 

, 9 6 A M M

non avevasi mai osservato che l’ossigenoatmosferico, la di cui affinità per l’idro-geno è ben maggiore di quella che si ha1’ azoto per questo ultimo, si combinassein alcune circostanze con l’idrogeno chesi sprigionava.Era adunque mestieri l’ain-mettere che 1’ azoto dell’ aria producevaammoniaca con 1’ idrogeno dell’ acquadecomposta ; e ciò in presenza dell’ossi-geno e malgrado l’affinità più energica diquesto.

Furono inoltre ripetuti gli esperi-menti in un’ atmosfera artificiale di purogas idrogeno ricavato da acqua, dapprimasottoposta a lunga ebollizione ad oggetto di liberarla da ogni particella di aria.Ma anche in questo caso , in cui eracerta la esclusione d’ azoto atmosferico,si ebbe campo ad osservare la formazionedell’ ammoniaca. Per modo che dovettepure supporre anche il Faraday unaparticolar causa, non ancora conosciuta,la quale produr dovesse 1’ ammoniaca :nel che appunto trnvossi concorde all'opi-nione di Toiebig.

Ora che sappiamo formar 1’ ammo-niaca parte dell’ atmosfera ; trovarsi cotiessa in tutti i punti de! globo, ed essereun gas coercibile ; e che in quantità moltomaggiore delfaria atmosferica si condensasulla superGcie dei corpi solidi, porosi, eche si trova nell’ acqua distillala, si pos-sono con somma facilità spiegare questifenomeni che erano inconcepibili.

Introducendo del sottilissimo filo difeltro ripulito, dice Faraday , nell’idra-to di.potassa in fusione, si ha uno sviluppod’ ammoniaca , il quale ben presto cessa,ma si riproduce tostochè venga introdot-ta altra porzione di tal filo.

Gettando dello zinco nell’ idrato dipotassa in fusione, si sviluppa immedia-tamente una parte d’ ammoniaca e diidrogeno ; ma la quantità di ammoniacanon aumenta, comunque siano mantenu-te le stesse condizioni, cioè lo zinco, l'aria

A M M

e l’idrogeno libero; e soltanto ove sia ag'giunto dell’altro zinco o dell’idrato dipotassa, in allora si osserva un nuovo svi-luppo di ammoniaca.

Piccole quantità di potassa e di zin-co furono insieme riscaldate; e quindi unaparte venne riposta in una bottiglia e su-bito otturata, ed una parte venne scioltanell’ acqua, la qual limpida soluzione ven-ne svaporata od esposta per ore al-1’ aria. Passato questo tempo, la primaporzione non diede che incerte traccied’ ammoniaca, mentre nell’altra si poteaconstatarne la esistenza ; dal che apparisce,aver essa durante 1’ operazione ricavatodall’ atmosfera quella sostanza, che diedeluogo alla formazione dell’ ammoniaca.

Riscaldando dell’ argilla bianca diCornwallis sino al color rosso, ed espo-nendola poscia all’aria per una settimana,se ne otteneva larga copia d’ ammoniaca ,se la si riscaldava in un cannello ; laddo-ve se veniva conservata dopo 1’ arroven-tamento in vasi otturati mancava questofenomeno.

Le seguenti osservazioni, espostemire da Faraday , ci comprovano chet ammoniaca ottenuta in tutti questi casi,derivai dall’atmosfera che si condensa so-pra tali sostanze.

Della sabbia di mare arroventata inun crogiuolo venne posta a raffreddarsisu d una lastra di rame. Quindi 1 1 granidi questa sabbia furono posti in un tubodi vetro perfettamente pillilo , ed unaquantità eguale versata daU’esperiuienta-tore sulla mano. Dopo che questa fu rime-scolata alcun poco col dito venne intro-dotta, con un cucchierino di platino, inun altro tubo, usando però ogni avver-tenza acciocché la sabbia non venisse incontatto con qualsiasi altra sostanza ani-male. Arroventando il primo tubo, non »'osservò la minima reazione sulla carta dicurcuma umettata, mentre il secondo davaprove non dubbie d’un contenuto d 'arn-