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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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Nell 5 organizzazione d 1 un fondo1’ amministratore deve naturalmente pro-porsi di eseguire tutti i lavori cogli ani-mali nel modo più vantaggioso ai suoiinteressi , e più proficuo al suo stabili-mento. Esaminando quali principi! econo-mici possano condurre a questo scopo,*• osserva che il lavoro degli animali si•leve studiare sotto quattro aspetti prin-c *pali : i,° la quantità di lavoro che si ot-tiene da un animale; 2.°la qualità di que-sto lavoro ; 3.° la celerità, colla qualepuò essere eseguito; t\.° finalmente ilPrezzo che costa. Combinando in ogni si-tuazione e secondo le circostanze i trePrimi col quarto, si giunge a stabilire lamisura economica del lavoro degli ani-mali, ed a fissare la scelta su quelli fra es-si che presentano più vantaggi solidi epermanenti. Esamineremo ora bi eve-niente questi elementi.

i • La quantità del lavoro. Si sache questa si misura in meccanica dal pe-so sollevato ad una data altezza in un da-to tempo. Ora, Frost, che amministròlungo tempo il podere di Windsor, ove®°n si adoperavano che buoi in tuttii lavori, riconobbe che ai ioy buoiadoperati a tal fine si sarebbero facil-mente potuti sostituire 65 cavalli; sic-che il lavoro annuale d’un bue è cir-ca 5^/g <i; quello d’ un cavallo. Questeragguaglio va quasi perfeltameute d’ ac-cordo con quello che si deduce dagli espe-rimenti di Dombasle e dalle osservaziondi BlocJc^ dei quali più innanzi parleremo

Nei distretti di Yorkshite e di Hertfordshire, ove usansi i buoi, si consideriche i buoni buoi che lavorino costantemente, e che non si vogliano caricare dsoverchie fatiche, fanno tanto lavoriquanto quattro cavalli, sicché il lavorigiornaliero d’ un bue si riduce ai due terzi di quello di un cavallo. Sinclair dà aneh esso questa proporzione che considericome un termine medio fra tutte quelli

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indicate dai partigiani dei buoi in Inghil-terra. Anche Burger nel suo manuale diagricoltura dà questa medesima propor-zione, ma soggiunge che a circostanzeuguali gli sembra che i buoi, lavorandotutto 1’ anno, diano un quarto di lavoromeno che un ugual numero di cavalli,sicché la proporzione diviene tre quarti.Nella contea di Glocester 5 buoi dellarazza di Hereford, nutriti con fieno ederba verde, riguardansi nei lavori dicampagna come uguali a 4 cavalli, il chedarebbe la proporzione di 4 quinti. Dom-basle ., che per varii anni fece eseguire unaparte dei lavori del suo stabilimento dabuoi del peso di circa 35o chil., ne diceche 1’ esperienza gli dimostrò, che questibuoi ferrati, nutriti abbondantemente nel-la stalla e in giornate di lavoro di 9 ore indue riprese, potevano dare i 4 quinti dellavoro che avrebbe dato un cavallo dianaloga grandezza, proporzione che sti-miamo in vero la più esatta, benché inInghilterra si abbiano molti esempli dibuoi che fanno altrettanto lavoro che icavalli in circostanze pressoché simili.

A fine però di paragonare con cer-tezza la quantità di lavoro annuo dei ca-valli e dei buoi, fa d’uopo ricordarsi chequesti ultimi nel corso d’un anno e nelmedesimo stabilimento, non possono, perle circostanze atmosferiche e per lo sta-to delle strade nelle varie stagioni, farsiuscire di stalla e porsi al lavoro così so-vente come i cavalli, e che per conse-guenza in un anno complessivamente, la-vorano un mìuor numero dì giornate diquesti ultimi. Il numero di queste gior-nate è variabilissimo, secondo i luoghi, e,supposto che i lavori siano diretti conuguale abilità, dipende dal clima e dallanatura del suolo.

Block , che abita la Slesia ad una la-titudine pressoché uguale al nord dellaFrancia e del Belgio , ne fa sapere chele molte ricerche da lui fatte sulle varie2S