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terre del paese che abita, i terreni po-tevano dividersi come segue : i.° ter-reni alti, facili a lavorarsi, e che si pos-sono arare senza inconveniente 54 oredopo la più gran pioggia; 2.° terreniumidi, bassi, i quali dopo una pioggia ab-bondante non si possono arare nè per-correre dagli animali aggiogati che in ca-po a molti giorni ; 5 .° terreni bassi, com-patti, argillosi, impermeabili e provveduti
ANI
di cattive strade. Quanto al numero diore onde componesi la giornata delle b e 'stie da tiro ei la suppone di 11 ore l astate e di 5 nel verno.
Tenendo quindi conto dei gioro'festivi e di quelli nei quali era impossi"bile di arare il suolo o di adoperare gl'animali pei trasporti, ottenne i seguenti in-sulta menti.
Numero delle giornate
DI LAVORO
Ore di lavoro in un anno
Classe
DEL
Lavori di
Coi cavalli
Coi
juoi
SUOLO
per
stagione
Totale
per
stagione
1 otale
Coi ca\a li
Coi buoi
1 .
Letale. . . .luverno. . .
i85
100
285
1 85
45
! 23o
)
2835
2i65
11 .
L»Ute. . . .luverno. . .
i?4
9 6
270
174
36
aio
2682
‘99 a
in.
Citate. . . .(Inverno. . .
i58
9 a
■ 25"
j 58
32
• '9°
2474
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Queste proporzioni sono forse mag-giori fra noi che siamo più al mezzo-giorno, e dove le giornate piovose sonomeno frequenti, tuttavia questi dati diBlock possono sempre darci una qualcheidea dello svantaggio dei buoi in tale pro-posito.
Dombasle , malgrado tutte le cureposte in opera per regolare il lavoro de-gli animali in maniera da adoperare i suoicavalli per tutto il corso dell’anno, quasisenza interruzione, assicura non aver maipotuto ottenere più di 241 giornate me-die di 8 ore di lavoro effettivo, cioè 1928ore all’ anno.
Le quantità di lavoro sopra indica-te pei buoi sono di gran lunga minori,quando, invece di farli lavorare costante-mente, non si attaccano che una volta al
giorno : allora il lavoro è circa la metà d 1quello che si ottiene coi cavalli. In alcu-ni paesi il numero dei buoi di ricambio «uguale al numero di quelli che lavorano !in altri questo numero non è che la me-la, vale a dire un bue di ricambio pe rdue che lavorano; in alcuni altri, final"mente, non si tiene che un bue di rica®'bio per ogni 4,0 6 buoi da lavoro.
Questi ultimi modi d’adoprare i buoial lavoro sono ben lungi, come si vede»dall’impiegare con economia le loro fo r "ze ; si convengono piuttosto a quegli s * a 'bilimenti, in cui questi animali vengonodestinati al macello e s’ingrassano nelcorso dell’ anno, facendoli perciò mode'ratamente lavorare. Nulla di meno ne*poderi male amministrati, dove gli anl ~mali da lavoro stanno oziosi una pafl e