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Ma invece, la forza, dalla quale dobbiamoottenere questo rivolgimento (che è quel-la medesima dei buoi che muovono 1’ a-rntro) ha una direzione molto diversa, ellaè paralella al taglio della fetta, e ad ango-lo retto con la direzione che noi cerche-remo. Il movimento di rotazione che noivorremmo nella direzione di AB (fig. 4)si vien dunque a comporre col movimen-to di progresione dell’ aratro C A , e ilrivolgimento si opera per diagonale, o,come dicesi, in tralice. Non che la felladi terra, rivoltata ch’ella sia, venga a dis-porsi realmente in diagonale. No , elladeve, dopo il rovesciamento, venir tras-portata nella linea BA , come nella fig. 5;ma 1’ azione di questo rovesciamento, chesi opera da una forza diretta per la lineaC, A ( fig. 4) non può, per non contra-riarla, esercitarsi che adagio adagio, e suc-cessivamente, e perciò il suo crescentesviluppo verso AB prodotto da quellaforza che progredisce per C A non puòessere rappresentato che dalla diagonaleA A.
Or ecco appunto quella diagonaleche il sig. Jefferson rappresenta (fig. i)con un bastone fitto in B e sollevato so-pra E ad una determinata altezza, lungoil quale vuole che s’alzi, strascinando-lo all’indietro, un altro bastone rappre-sentante la fetta della terra : ed egli lofa progredire all’ indietro, perchè tras-porta con l’immaginazione, nella terrache sta ferma, il movimento dell’ aratroche progredisce in avanti.
Notiamolo duoque bene: per ri-voltar sottosopra una fetta di terra, colmezzo di un istrurnento aratorio, abbia-mo bisogno, i.° di sollevarla e poi ab-bassarla da uno dei suoi lati, cioè daquello che tocca il terreno sodo, lascian-do ferino 1’ altro lato su cui il primo de-ve girare; 2. 0 di mandarla da parte. Iquali due movimenti compongono quellache si chiama rotazione ; 5.° di produrre
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questa rotazione con un movimento cheprogredisca per linea retta ed a squadra ,con la direzione della rotazione medesi-ma. Quindi risulta un movimento com-posto, secondo una curva particolare eh®sarà diagonale fra le due direzioni dellarotazione e delle progressioni.
Si è detto diagonale curva , e deve-si dire così, perchè la rotazione, la q 03 'le è una curva circolare, per quanto sivenga a comporre con un movimentoper linea retta, devesi generare una cui- jva differente da quella del rimilo, m 3non può mai produrre una retta. Ellasarà una curva speciale, ma sarà spmprcuna curva. Ora il sig. Jefferson volendoi tre movimenti, che si sono disopra ana-lizzati, rappresentarli nello stato appuDloin cui ce li dà 1’auafsi, cioè iu uno statodi separazione che è puramente imogi-naria, ricorre ad un piano inclinato, o si 3bietta o cuneo A B K R C E, il quales’ alzi ( ved. fig. 5 ) secondo la direzione ,del movimento dell’aratro, e sul qualecuneo ascendente ne sia collocato un al-tro laterale M h B /£, la cui inclinazioneindichi il movimento diagonale del rove-sciamento della terra. Così gli uffizii <hquesto rovesciamento da adempirsi dal- il’orecchio, vengono ad essere rappresen-tati da linee rette, le quali potrebbero fa rsupporre, che la superficie dell’ orecchi 0potesse essere piana e a più facce.
Non così certamente intese di fog-giare il suo orecchio il Jefferson , il qual®prendendo le suddette lir^ee rette sol 3 'mente per una guida, suggerisce poi p efla pratica un’ingegnosa operazione eh®può vedersi descritta ol citato luogo, eche produce realmente nell’orecchio un 3superficie omogenea costituita da una se 'rie di curve. Ma il concetto primitivoJefferson lo sviò, e non gli permiseconoscere la vera natura di quelle curve,come la maniera da lui tenuta per rap'presentare le funzioni del suo orecchi 0 »