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Tomo vigesimoquinto. [Parte I.]
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tare in allo sul lato esterno della stanga,come lo dimostra la Jig. i i ; in modo cheil punto più alto della parte aduprala del-la lama sia a piombo dell’ orlo della basedell- orecchio, e ho procurato nello stes-so tempo una solidità di più all’ istru-mento, giacché il coltello disposto in talguisa è come un secondo profime. Cosifacendo però, io non ho ottenuto tuttoquello che io doveva. In fatti se la linea,che ho detto comincia veramente 1’ orec-chio propriamente tale, non cominciaperò di li a salire la terra. Essa è già salitasulla superficie del vomere, a cui, comesi disse, è convenuto ( e converrà inogni caso ) attribuire una qualche partedelle funzioni dell’ orecchio. Io ho bensentito quest’ imperfezione, ma come ri-mediarvi, senza rendere il coltello deltutto verticale, cioè il men che si possaalto a tagliare la fetta di terra ? Così dis-si a me stesso per acquetare alla meglioil mio scrupolo e non distrarre la mioattenzione dalla ricerca principale che ioaveva di mira, cioè la foggia degli orec-chi. Ora però ripensandovi, m’avvedoche si poteva forse inclinare il coltello inuna maniera opposta, cioè a seconda del-la linea punteggiata retta, che dalla pun-ta del vomere va, nella Jig. 11 , a toccarla stanga al punto x -, o della curva con-vessa che va a toccar la stanga in y. Lafetta della terra sarebbe allora tagliataaffatto d’ alto in basso appena entro lapunta del vomere a tagliarla orizzontal-mente, e il vomere e 1’ orecchio non nesolleverebbero alcuna parte che non fos-se isolata del tutto. Non so per ora pre-vedere inconvenienti che potessero risul-tare da questa disposizione. Pur ne ri-metto la decisione ultima alla maestra diogni cosa, 1’ esperienza.

Pettine o regolatore. Il regolatore ,nei coltri ad un solo orecchio, non è so-lamente destinato a determinare una mag-giore o minor larghezza della fetta di ter '

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, ra, che piaccia di prender volta per voi-ta, o, come si dice volgarmente, a far ch e jil coltro morda più o meno. Egli ha unufficio molto importante, quello cioè <3*far passare la linea del tiro pel centrodelle resistenze. La forza motrice deibuoi, attaccati uno di qua, uno di là all 3 -stanga, vien distribuita intorno ad essaequabilmente. Questa distribuzione an-drebbe bene se il mezzo di tutte le resi-stenze provate dall’ islrumento fosse mqualche punto del piano della stanga. 1'che giusto accade in un aratro a dueorecchi. L’ istrumento allora cammina mbuon ordine, paralello a sè stesso, e ope-ra come si vuole eh’ ei faccia. Ma se I 3 jresistenza maggiore fosse da una delleparti, come avviene nel coltro ad un sol" jorecchio, è chiaro che, per tenere l’istru-mento in linea, bisognerebbe, o che dalla parte, dove la resistenza è più grande,fosse pure esercitata uua forza maggiore,il che non si può pretendere dagli ani'mali, nè potendo si vorrebbe: o a.° chela stanga, tenuta sempre paralella al cep-po e all’ asse di rotazione dell’ orecchi 1 ’,fosse collocata non a piombo della punì 3del vomere, ma più verso il mezzo dell’islrumento, e a piombo di quel puntuin cui la pratica dimostrasse risiederecentro della resistenza. Io non so dire sequesto modo sia stato provato; dirò be-ne che io 1’ ho sempre avuto per la te-sta, e che non vuol ancora uscirmene,perchè mi pare che si potrebbe forse ca-varne vantaggio di far camminare tu 111due i buoi sul terreno sodo, cioè uno sul-la fetta che si va staccando allora, l’alt r °sulla fetta che si staccherà alla volta eh*viene; laddove uno dei buoi cammina or*sulla fetta che si taglia, l’altro dentro J*,piegaia ; e così uno è più basso, uno p lUalto, uno dura più fatica, P altro ne dora meno; e Pistrumento è strascinato 8<una situazione obbliqua, rettificata dall 3braccia del bifolco. 4 voler collocare p er °